Alcuni brevetti di Motorola svelano i piani dell’azienda per un futuro smartwatch

Nicola Ligas

moto smartwatch

Se dovessimo prestare fede ad una serie di brevetti recentemente pubblicati, le voci di un possibile smartwatch a marchio Motorola si farebbero assai più concrete. In realtà non possiamo dare la cosa già per scontata, ma è comunque innegabile che l’azienda stia indagando in tale direzione, rimane quindi da vedere se e quando ne vedremo i frutti.

Motorola pensa comunque in grande, tanto che vuole il suo smartwatch capace di operare in una miriade di modalità: desktop mode, a telephone mode, a wristwatch (orologio da polso) mode, a health monitoring mode, a clock mode, a calendar mode, a gaming mode, or a media player mode.

Come potete vedere anche dall’immagine in alto infatti, l’orologio è dotato di tutti i comfort: rete mobile, display touch, sensori per monitorare la salute del proprietario, NFC, GPS, infrarossi, due microfoni e “uno strato di copertura configurato con sensori piezoelettrici, per funzionare come trasduttore acustico e dispositivo di input” (qualunque cosa di preciso significhi). Il fatto che il brevetto copra tutti questi aspetti, non implica necessariamente che si faranno tutti largo in una ipotetica versione commerciale; le ipotesi circolate finora ad esempio non parlavano di un dispositivo indipendente, con una sua SIM ed accesso alla rete mobile, cosa che invece sembra prevista dal brevetto.

In pratica sembra che Motorola stia indagando un po’ in tutte le direzioni possibili, che vanno dal fitness, alla riproduzione di contenuti multimediali (sul gaming restiamo un po’ più perplessi), fino ad arrivare a chiamare per noi i soccorsi nel caso la nostra salute stesse degenerando. In uno degli esempi illustrati nel brevetto, il proprietario di un negozio ha subito una rapina e giace svenuto a terra; lo smartwatch “si accorge” delle sue condizioni fisiche alterate, del fatto che è caduto e che giace immobile, e così invia le opportune richieste di soccorso basandosi anche sulla localizzazione GPS. Inutile dire quanto tutto questo suoni “intelligente” e quanto ampio sia il ventaglio di possibili casi d’uso coperto da questi brevetti.

Non potendo quindi riportare più di un’immagine per richiesta esplicita di Patent Bolt, vi invitiamo a visitare il link alla fonte per osservare le altre illustrazioni, in attesa di scoprire se e cosa diventerà realtà di tutto questo.

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