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Punch Quest: quando gli schiaffi non bastano [Recensione]

Giorgio Palmieri

I pregiudizi, si sa, li han tutti. Quel giudizio basato su una conoscenza dell’argomento debole, insufficiente o, addirittura, concettualmente sbagliata. Essi esistono ovunque, in qualsiasi ambito e in qualsiasi tipo di persona, persino nel mondo del gaming. Molti giornalisti condannano i videogiochi perché sono diseducativi e violenti, quando probabilmente queste persone non hanno mai provato a giocare ad un videogame. Facendoci due conti, inoltre, scopriremo che i pregiudizi sono anche tra noi gamers: quante volte abbiamo detto o pensato “non gioco a x perché è da y?” (vi ricordate del nostro editoriale a proposito di Hardcore Gamers e Casual Gamers?). Certo, più che pregiudizi si potrebbe parlare di gusti, ma parliamoci chiaro, molto spesso è il pregiudizio a infettare le nostre scelte.

Non siamo qui a fare lezioni di vita ma per mostrarvi un titolo che potrebbe cancellare quel pregiudizio che ormai regna nelle menti di molti giocatori su Android, ossia il pregiudizio riguardo alla noiosità, poca innovazione e quasi inutilità del genere endless. Il titolo che prendiamo in esame è Punch Quest di Noodlecake Studios e Rocketcat games, presentato sulle nostre pagine poco tempo fa e testato a dovere per voi in questa recensione. Diamo inizio alle danze!

Se venite avanti ancora vi do un pugno!

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Ciò che vedrete a schermo dopo aver avviato la prima partita in Punch Quest è tutt’altro che meticoloso: mostriciattoli che volano, orchi armati di spada, maghi che lanciano magie ovunque, trappole in ogni dove e chi più ne ha, più ne metta. Non scoraggiamoci e prendiamo subito dimestichezza con il sistema di controllo, punto cardine dell’intera produzione di Noodlecake Studios e Rocketcat games. A differenza della miriade di Endless Game presenti sulla piazza (Iron Man 3, Temple Run, Hell Yeah! Pocket Inferno giusto per citarne alcuni), Punch Quest si basa sui combattimenti. Con il pulsante virtuale posto in basso a sinistra dello schermo eseguiremo un upper-cut, utile a scaraventare in aria i nemici e per saltare, e premendo nuovamente lo stesso tasto effettueremo un colpo verso il basso per riportare i nemici al tappeto. Mentre, nella parte in basso a destra, c’è il pulsante che ci permetterà di eseguire un pugno in avanti ed una eventuale combo. Esso servirà sia per colpire i nemici che per aumentare la nostra velocità. Dopo pochi minuti di gioco avremo abbastanza “Punchos” (la valuta di gioco) per acquistare l’abilità di blocco: essa si attiverà premendo simultaneamente il pulsante dell’upper-cut e quello del pugno in avanti e ci permetterà di parare gli attacchi dei nemici.

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In Punch Quest, dunque, dovremo farci strada attraverso l’infinito dungeon a suon di pugni e combo, stando attenti agli attacchi dei nemici. Il fattore che rende scorrevole e super divertente l’azione è la distruttività dell’ambiente di gioco e dei mostri stessi: ad esempio, un colpo in piena faccia ad uno scheletro lo farà smontare e i suoi pezzi, se collideranno con i nemici, porteranno dei danni e degli effetti incredibili. Nessun problema per la nostra incolumità: il gioco ci offre ben cinque cuori e i mostri potranno eseguire degli attacchi che ci toglieranno da mezzo cuore in su, ma potremo pur sempre raccogliere degli oggetti per recuperare l’energia persa. Il sistema di controllo, dunque, risulta funzionale, anche se, a causa della meccanica dell’auto-run, alcune volte il nostro personaggio non eseguirà il comando che avremo voluto dargli, ma si tratta di eventi a dir poco sporadici.

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Durante la corsa ci imbatteremo in delle situazioni fuori dal comune che sicuramente vi faranno sbellicare dalle risate: ovviamente cercheremo di anticiparvi il meno possibile o, meglio, il minimo per poter stimolare la vostra curiosità. Le situazioni sono disparate e vanno da eventi basilari come boss fight, stanze dei tesori ad altri più pazze come, ad esempio, le trasformazioni. Infatti è possibile trasformarsi in creature particolari (addirittura una capra-unicorno arcobaleno!) che cambieranno il set delle nostre abilità e l’ambientazione di gioco, variando l’azione e il divertimento.

Punchos per tutti

Non manca un sistema a missioni che ci ricompenserà a dovere qualora completassimo i compiti assegnati. Questi sono di vario genere, si va dal semplice uccidi tot mostri al esegui mossa x tot volte e così via, ma possiamo assicurarvi che riuscirà a tenere alto l’interesse a lungo.

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La ricompensa è in Punchos, ossia la moneta che ci permetterà di acquistare nuove mosse, abilità e vestiario. È possibile personalizzare l’intera esperienza di gioco, persino ogni singola tacca (in tutto tre) della barra Power, ossia della super mossa: infatti, man mano che tireremo pugni, si riempirà questo indicatore a-la-Street Figher e ogni carica ci permetterà di eseguire un colpo differente o di acquisire un potere particolare. Le combinazioni possibili sono tantissime ed interessanti: pugni di fuoco, possibilità di creare uno scudo durante la parata, colpi che scaraventano nemici nello schermo del gioco e tanto altro. Sono presenti anche power-up temporanei (aumento di livello, cuori aggiuntivi, solo per una partita) e permanenti (più monete, più cibo durante la corsa ecc). È possibile, inoltre, personalizzare il nostro alter-ego (disponibile in versione maschio o femmina testosteronica) tramite l’apposito shop con cappelli, accessori, capigliature e ogni elemento del vestiario potrà essere ricolorato a dovere, in base ai nostri gusti.

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Punch Quest non sposa le meccaniche free-to-play, infatti è venduto sul Play Store al costo di 0,74€. Il gioco è caratterizzato da un sistema di potenziamento molto simile a quello dei titoli Endless, ma non c’è da preoccuparsi, in quanto non ci sarà nessun’altra valuta di gioco oltre ai Punchos. Questo non significa che otterrete tutto ciò che c’è da sbloccare con il minimo sforzo, anzi, ma il sistema è ben bilanciato e vi terrà incollati allo schermo a lungo. Sono presenti, però, alcuni Boost e Mistery Item (oggetti ottenibili dopo aver effettuato almeno un in-app purchase) che è possibile sbloccare solo dopo aver effettuato un acquisto in-app, ma si tratta comunque di roba del tutto accessoria.

Conclusioni

Punch Quest è un titolo fantastico. Il gioco rivoluziona in un certo senso i soliti Endless Game e lo fa alla grande, con un sistema di controllo funzionale (anche se con qualche piccolissima incertezza) e pieno di divertimento adrenalinico. I combattimenti sono più profondi di quel che può sembrare all’inizio e concatenare combo non è mai stato così divertente ed appagante ma, soprattutto, così semplice. Il tutto è caratterizzato da uno stile grafico retro e carico di personalità che vi farà ridere in più di un’occasione. Insomma, cosa state aspettando? Punch Quest deve essere nella vostra collezione virtuale Android, soprattutto se siete scettici: siamo sicuri che vi farà cambiare idea riguardo a questo genere oramai in stallo. E poi, diciamoci la verità: quant’è bello tirare pugni?

Adrenalina: Assolutamente fuori di testa. Veloce, divertente e denso di momenti adrenalinici.
9.5/10
Giocabilità: Propone un nuovo approccio per gli Endless Game. Il mix picchiaduro a scorrimento e auto run funziona alla grande. Piccole (piccolissime) incertezze nel sistema di controllo date dalla meccanica auto-run.
9/10
Grafica:  Rozza, dal sapore retro, i gamer veterani sentiranno forte la nostalgia. Stile grafico carico di personalità.
8/10 (Samsung Galaxy Nexus)
Sonoro: Buone musiche ed effetti sonori molto curati.
8.5/10
Longevità: Potenzialmente infinito, parliamo di un Endless Game.
S.V.
Prezzo: 0,74€ con acquisti in-app sia della valuta di gioco che di alcuni boost non acquisibili nel gioco.
8/10

Voto complessivo: 9/10

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