Google Glass (12)

Google Glass: un po’ incerti nel traffico, ma con un sacco di sensori nascosti, e capaci di far girare app Android nativamente

Nicola Ligas -

Eccoci giunti al nostro appuntamento semi-quotidiano con Google Glass. Quest’oggi ci occupiamo di 3-4 argomenti diversi ma altrettanto interessanti, che vanno dall’uso di Glass alla guida, alla scoperta di una gran quantità di sensori presenti al suo interno, che in futuro potrebbero ampliarne molto le potenzialità; vedremo inoltre come sia possibile far girare app Android senza troppi problemi (almeno in linea di principio) e infine rassicureremo gli amici hipster in ascolto: Glassgram è arrivato! (chiariamo subito: non è un client per Instagram, ma solo un modo per applicare filtri alle nostre foto. Consideratelo un primo step in quella direzione.)

Google Glass, come ormai saprete, si accoppia con uno smartphone (per ora Android) al fine di avere accesso ai dati GPS e poterci così guidare verso la meta. Questo significa che, anche alla guida (ove consentito), dovrete avere segnale di rete mobile sul vostro telefono e far sì che gli occhiali siano sincronizzati con esso, esattamente come se doveste navigare con Android stesso sfruttando Google Maps. Detto questo, la navigazione alla guida ha i suoi pro ed i suoi contro: anzitutto, come già evidenziato in precedenza, non sempre il display è abbastanza luminoso da permetterci una corretta visione, specialmente nelle giornate di bel tempo. Secondariamente la tentazione di fare foto o video può essere forte, ma non molto sicura, a meno che non ci accontentiamo di riprendere esattamente ciò che sta davanti a noi. Altri possibili disagi alla guida sono la conduzione ossea e microfono: la prima non sempre è forte abbastanza da permetterci di sentire correttamente, specialmente con le auto più rumorose, il secondo invece richiederà che parliamo a voce molto sostenuta affinché i nostri comandi sian interpretati correttamente (sempre in modo particolare su auto/strade piuttosto rumorose). In ogni caso questo è un esempio di cose da non fare alla guida con Glass:

Scavando all’interno di Glass (in un certo senso quasi letteralmente), sono inoltre stati trovati una grande quantità di sensori, sebbene ancora non tutti accessibili tramite le API ufficiali:

  • Giroscopio
  • Accelerometro
  • Campo magnetico
  • Orientamento
  • Vettore di rotazione
  • Accelerazione lineare
  • Gravità
  • Luminosità

Ce n’è abbastanza per costruire applicazioni di ogni tipo insomma, confermando una volta di più che quelli attuali sono solo l’embrione dei futuri Glass, attraverso i quali i vari sviluppatori forgeranno l’ecosistema che andrà poi a popolare la versione retail degli occhiali di Google.

E sempre a proposito di applicazioni, un’interessante osservazione arriva dai colleghi di AndroidPolice: Glass non ha un sistema operativo basato su Android; Glass è Android. Ci sono giusto un paio di “strati superficiali” a coprire il tutto (pensate ad un launcher alternativo, tanto per fare un paragone), ma il sistema è un tutto e per tutto il robottino verde, tanto che è possibile far girare su Glass qualsiasi applicazione sviluppata per Android (ovviamente nessuno assicura che funzionino bene). Nessuno c’impedisce quindi di installare un launcher tradizionale come Nova, il problema sarà semmai l’interazione con esso, ma in questo ci verrà in aiuto il touchpar degli occhiali. Se volete quindi dare uno sguardo a come girano le app Android su Glass, Nova, Chrome e anche Ingress sono lì che vi aspettano nel video qui sotto; e sia chiaro che questo è stato fatto caricando semplicemente gli apk delle rispettive applicazioni così come sono, pensate con un buon lavoro di porting cosa potrebbe venir fuori!

Infine, già che stiamo parlando da un po’ di applicazioni, terminiamo con una nota curiosa: Glassgramm. Come già detto non si tratta di Instagram, ma di una serie di piacevoli filtri da applicare alle nostre foto scattate con Glass. Non è niente di rivoluzionario, e qualcosa di meglio arriverà senz’altro in futuro, ma è quantomeno un segno di come variopinto sia l’interesse suscitato da Glass nella comunità degli sviluppatori: in fondo lo scopo della Explorer Edition è proprio questo, generare nuove idee e “colorarle”.

glassgram

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Google Glassguidavideo