Google IO 2013

Google I/O 2013: ecco cosa ci aspettiamo

Nicola Ligas

Sono ormai solo dieci i giorni che ci separano dal Google I/O di quest’anno, ed è quindi il momento di fare un piccolo riassunto di ciò che sicuramente ci sarà, e di quello che speriamo possa comunque trovare un suo spazio. Molto è stato detto in questi mesi sull’annuale conferenza per gli sviluppatori del mondo Google, e molto probabilmente verrà detto anche nei pochi giorni che ancor ci separano da essa: nulla in realtà è sicuro al 100% al momento, dato che, fatta esclusione per il calendario delle sessioni, non abbiamo alcun tipo di conferma ufficiale sui contenuti e sulle novità relative al mondo Android che saranno annunciate al Moscone Center di San Francisco tra il 15 ed il 17 maggio prossimi. Vi chiediamo quindi un po’ di fiducia, nel seguire questa nostra ricostruzione, che divideremo in tre parti, a seconda del “grado di certezza”.

Cosa ci sarà

  • Android Game Center. Il nome è puramente fittizio, potete chiamarlo come volete, anche perché finora di nomi veri e propri non si è mai parlato; fatto sta che gli indizi in tal senso sono molteplici. La prima giornata del Google I/O vede diverse sessioni incentrate sul gaming, come mai nelle conferenze passate. C’è addirittura una sessione di YouTube intitolata: “super-caricate i vostri giochi mobile con YouTube”, a confermare che l’impegno di Google nel settore gaming è ora a tutto tondo. Si parla molto anche di Miracast, ovvero lo screen mirroring via Wi-Fi sulle nostre TV, tecnologia con la quale al momento sono compatibili solo i più moderni dispositivi Android e pochi televisori (ma si possono sempre acquistare accessori a parte). Inoltre i chiari sintomi di un “Google Games” trovati all’interno dell’app MyGlass non sono un elemento da sottovalutare. Se a questo aggiungiamo che Google ha da poco assunto un illustre nuovo responsabile del settore videoludico, e le voci di ieri in merito ad OpenGL ES 3.0, sembrano non esserci più dubbi che avremo novità in tal senso.
  • Messaggistica unificata. Se ne parla da tanto, troppo affinché sia solo un pettegolezzo, e anche in questo caso gli indizi sono molteplici. Chiamatelo Babel, chiamatelo Hangout, fatto sta che Google ha da tempo bisogno di rivedere questo ramo, il punto semmai è come e quanto questa messaggistica sarà davvero unificata. Una sessione programmata per il secondo giorno di conferenza, dal titolo “Google Cloud Messaging” sembra adatta a dare ogni minima risposta alle nostre domande.

Cosa ci aspettiamo

  • Nuova versione di Android. A questo punto siamo sempre più propensi a credere che sarà una 4.3, ovvero una “major release” al pari delle due precedenti versioni di Jelly Bean, cioè dal sapore di minor release, tanto da non meritarsi un cambio di nome. Non ci sono segni evidenti che qualcosa di ancor più grosso bolla in pentola, e per la verità non ci sono nemmeno tantissimi segnali della 4.3. Fatto sta che Key Lime Pie sembra destinato a dover attendere ancora, nonostante il suo nome venga evocato da più di un anno. Forse andremo contro corrente, ma ci sta bene così: questa sarebbe la terza iterazione di Jelly Bean nel giro di 10 mesi, e non possiamo certo lamentarci del fatto che il robottino pian piano non evolva. Ora come ora, più che di grossi salti nell’OS, c’è bisogno di servizi accessori (vedi il punto precedente), ed è su quelli che sembra giustamente essersi concentrato Google.
  • Nexus 4 32 GB LTE. Sembra plausibile, ed anche logico. Troppo presto per il Nexus 5. Forse ci sarà spazio per un nuovo Nexus 7, ma a questo punto nutriamo dei forti dubbi: se ne è parlato troppo poco, e Google in materia di hardware non è che abbia mai mantenuto troppi segreti, e per quanto sembri “vecchio”, il Nexus 7 attuale ha solo 10 mesi di vita. Più probabile quindi che vedremo il nuovo tablet un po’ più avanti, magari in un evento separato in occasione del compleanno del precedente modello.
  • Novità in ambito Google Now. Nel nostro paese in particolare, i segnali di “lavori in corso” sono evidenti, con i servizi (vocali) di Google Now che vanno e vengono e l’arrivo di Sound Search, chiaramente anch’esso collegato ai cambiamenti in atto. Terminato questo periodo di testing, ci aspettiamo di avere card e riconoscimento vocale stabili e funzionanti, e quale momento migliore del Google I/O per annunciare un allargamento dei servizi di Now ad altri paesi (il nostro)?
  • Maggiore attenzione a Daydream. Questo punto non rientrerà forse nella lista dei desideri di molti, fatto sta che tra le nuove funzioni di Android 4.2, Daydream è senz’altro la più “abbandonata”. Una sessione del primo giorno del Google I/O è intitolata “Android Do Daydream”, e forse sarà il momento in cui il salvaschermo interattivo del robottino troverà nuova ragione di vita.
  • Google Play News. Non ci sono mai stati troppi pettegolezzi al riguardo, ma i pochi indizi visti sembravano piuttosto inequivocabili. Il silenzio che ne è seguito getta ovviamente dei dubbi sulla sua effettiva introduzione, ma non è detta l’ultima parola, e presto il servizio di lettura dei quotidiani potrebbe diventare realtà (magari non da noi).
  • Potenziamenti di Google Maps. L’app per Android avrebbe bisogno di una “svecchiata”, ma non è solo a quello che ci riferiamo (sebbene terremo d’occhio “When Android meets Maps“). Mappe indoor e underwater sono infatti al centro di varie sessioni dell’I/O, e non abbiamo dubbio alcuno che Google voglia spingere ulteriormente su uno dei suoi servizi più celebri.
  • Audio ad alte prestazioni. Come i lettori sapranno, siamo sempre molto attenti al settore audio su Android, e abbiamo già visto come Sonoma sia al lavoro per risolvere il problema della latenza audio sul robottino (video). Che Google se ne sia accorto? La sessione High Performance Audio potrebbe darci qualche risposta.
  • Eventuale aggiornamento di altre Google App. Il Play Store si è recentemente rinnovato, ora si ipotizza un cambiamento anche per Gmail con l’aggiunta di swipe gesture, ed è inutile dire che anche Google Music trarrebbe grande giovamento da un bel restyling. Google spesso aggiorna molte sue app tutte assieme, quindi chissà, forse ci sarà spazio anche per questo.
  • Bluetooth a basso consumo. L’ipotesi si è fatta concreta giusto ieri, ed è strettamente collegata al punto successivo. Non c’è molto da aggiungere, se non che non vediamo l’ora di abbinarla al nostro paio di Google Glass.
  • Glass, Glass e poi ancora altri Glass. Questo sarà l’anno di Google Glass, e visto il legame con Android, non è che la cosa ci dispiaccia. Gli occhiali di Google sono una presenza sempre più insistente, lo saranno all’I/O e lo saranno anche nel prossimo futuro. Abituatevi all’idea, e ai numerosi articoli che gli dedicheremo. (sì, è una minaccia!)

Cosa vorremmo

  • L’allargamento al nostro paese di tutti i servizi di Google Play. È egoistico dirlo, forse potevamo essere più diplomatici parlando di “allargamento a tutti i paesi”, ma la verità è che se in Francia comprano il Nexus 4 dal Play Store e in UK noleggiano film su Android, la cosa non ci rende più felici, ma solo più invidiosi (e irritati, quando ci va di mezzo la commercializzazione di modelli quali Nexus 4 o Nexus 10). Ci sono indizi in tal senso? No, ma visto che parliamo di ciò che vorremmo, questo è al primo posto. Abbiamo inoltre fatto di tutta l’erba un fascio, ma Play Devices non è legato a doppio filo a Play Movie o Play Magazine, e siamo anche piuttosto convinti che molti lettori preferirebbero poter acquistare i Nexus dallo store di Google, piuttosto che scaricare film e riviste.
  • QuickOffice. Rispetto al punto precedente, questo sembra irrisorio, ma è sbagliato aspettarsi che Google utilizzi il suo (non più neo-)acquisto per qualcosa di più che per il settore business?
  • YouTube Capture. Anche questo nome forse non vi suonerà troppo familiare: si tratta di un’app per catturare video e pubblicarli su YouTube, rilasciata su iOS lo scorso dicembre, e promessa per Android “in futuro”. Quel futuro sarà forse adesso?
  • Sincronizzazione completa dei dati su Android. I lettori affezionati sapranno che questo è un nostro vecchio pallino. Inutile insistere quindi ulteriormente su quella che è una speranza di lunga data, e sulla quale però non ci sono indizi concreti. Magari l’avvento del “game center” porterà maggiore attenzione anche su questo punto: c’è una sessione in particolare, prevista per il giorno 2, che parlerà di un “cloud backend per le applicazioni Android”, nella cui descrizione si può leggere chiaramente “store application and game state in the cloud“. Non è abbastanza per dare nulla per scontato, ma è sufficiente per sperare.
  • Servizio di Music Discovery. Ne abbiamo parlato a inizio marzo scorso, e da lì in poi silenzio. Non nutriamo quindi grandi aspettative in merito, ma non neghiamo nemmeno che un “Spotify a marchio Google” avrebbe il suo fascino.

Conclusioni

Sicuramente Google non starà con le mani in mano e questo Google I/O segnerà ancora una volta un momento di svolta per il panorama Android (e non solo). Anche senza nuovo hardware presentato (o almeno senza nessuna vera novità) e senza un salto di versione del sistema che richieda un cambio di nome. Nella corsa al mondo mobile Andorid c’è, quello che manca è incisività e servizi correlati. Ma noi al Google I/O saremo tutti lì a tifare per Big G.

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