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Google Glass: confermate le foto con l’occhiolino e anche Photo Sphere!

Nicola Ligas -

Più passa il tempo, più emergono interessanti dettagli sul presente, ma anche sul futuro di Glass. Nei giorni scorsi infatti, Google ha pubblicato i sorgenti del kernel dei suoi invidiatissimi occhiali, ed esaminandolo è possibile trovare vari riferimenti a “wink”, ovvero fare l’occhiolino: in pratica, come già avevamo ipotizzato, sarà possibile catturare una foto semplicemente sbattendo gli occhi (la semplice gesture è illustrata nel brevissimo filmato a fine articolo). Ovviamente questa funzione andrà preventivamente calibrata, in modo da non scattare foto ad ogni battito di ciglia: durante questa fase l’utente dovrà guardare dritto in avanti, non in direzione di Glass, e fare l’occhiolino; ripetete la procedura un paio di volte, e la nuova funzione sarà configurata e pronta all’uso.

Rimanendo sempre in ambito fotografico, un’altra interessante e ben nota funzione che si farà largo fino agli occhiali di Google, è Photo Sphere. A dispetto del fatto che Glass sia basato al momento su Android 4.0.4 e che la foto sferica sia stata introdotta nella 4.2. Se ricordate infatti l’easter egg di Glass, l’immagine in esso mostrata era in realtà una Photo Sphere (potete vederla qui) che è possibile trovare all’interno del file GlassPhotosphere.apk, presente nella cartella /system/app/ degli occhiali. Al momento a quanto pare la funzione non è abilitata, ma la presenza dell’apk lascia chiaramente intendere che lo sarà. Proprio come su smartphone, potremo caricare le immagini su Google+ o Picasa, in questo caso in un album chiamato “My panoramo photos”. Tra le preferenze troviamo qualcosa chiamato Real Time Alignment, che probabilmente si riferisce alla cattura stessa delle foto a sfera, che potranno anche essere geotaggate. Infine sembra presente anche una funzione HDR sperimentale.

Il comparto fotografico è insomma di primo piano negli occhiali di Google, e non potrebbe essere altrimenti, tanto che anche l’inizialmente un po’ scettico Tim Stevens di Engadget, sta iniziando a convincersi della loro validità in questo campo: sia per l’immediatezza con cui è possibile catturare ogni momento, senza perdersi nella ricerca di telefono o fotocamera, sia per il fascino che acquistano gli Hangout grazie al fatto che i nostri interlocutori potranno vedere, letteralmente, attraverso i nostri occhi.

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