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L’entusiasmo di Robert Scoble (“mi hanno cambiato la vita, mai più senza!”) e i dubbi di Tim Stevens su Google Glass

Nicola Ligas -

Il nome di Robert Scoble non è probabilmente noto dalle nostre parti, ma in America è abbastanza una celebrità, o almeno una tale da avere più di 3 milioni e mezzo di contatti su Google+. Ha anche una lunga esperienza nel settore, con aziende del calibro di Microsoft e Rackspace, quindi non stiamo parlando di un neofita entusiasta che si ritrova da un giorno all’altro con una nuova tecnologia che non comprende ma lo strabilia comunque. Sì perché Mr. Scoble è rimasto molto colpito dalle due settimane che ha passato in compagnia di Google Glass, sebbene con alcune riserve. Anzi, solo una: il prezzo.

  • “Non vivrò mai più un giorno senza (o senza un loro rivale). Sì, sono così rilevanti.”
  • “Il loro successo dipende interamente dal prezzo.” Scoble arriva ad ipotizzare/sperare una cifra intorno ai 200-300$, che si ripagherebbe da sola con l’alto grado di assuefazione indotto sia dagli occhiali stessi, che dai servizi di Google ad essi correlati (“sono un po’ esitante ad aggiungere Facebook, LinkedIn, Twitter, Evernote, e Tumblr specialmente quando Google+ funziona dannatamente bene ed è presente di default.”). Inoltre, pur mancando la pubblicità, c’è spazio per nuove forme di business, come ad esempio un micropagamento per ogni volta che viene prenotato un servizio tramite Glass (su quest’ultimo punto Scoble sembra molto entusiasta, il sottoscritto invece è un po’ più scettico. NdR)
  • Praticamente chiunque si è rivelato entusiasta (“wow”, “amazing”, “that’s crazy”, “stunning” ecc.)
  • “Da NextWeb circa 50 persone mi hanno circondato e non mi avrebbero lasciato andare se non glieli avessi fatti provare. E questo ha continuato ad accadere per tutta la settimana. ono rimasto stupito da quante poche reazioni negative ho avuto (solo una in realtà).”
  • Scoble ha notato un certo gap generazionale, con le persone che si facevano più scettiche con l’avanzare dell’età, o comunque meno appassionate al riguardo, rispetto ai 13-21 enni.
  • Si tratta del nuovo prodotto più interessante dai tempi di iPhone e non lo dico alla leggera.”

Pollice insomma decisamente in su per Robert Scoble, ma se da una parte il suo racconto ci fa aumentare ancor di più la voglia di averli, dall’altra è bene rimanere con i piedi per terra, perché non tutti sono rimasti così entusiasti di Glass.

Tim Stevens di Engadget, ad esempio, afferma che per un uso domestico non trova granché uno scopo agli occhiali di Google, e si dichiara anche preoccupato in materia di sicurezza, nel senso che non c’è modo di bloccare gli occhiali, e chiunque li indossi potrà usarli, leggendo mail e inviando messaggi col nostro telefono, se i due sono accoppiati. C’è però da sottolineare come tramite l’app MyGlass sia sempre possibile vedere su una mappa esattamente dove si trovano, il che potrebbe essere un indizio di una medesima funzione in arrivo per Android. Sebbene non sia inoltre possibile disattivarli da remoto, è comunque possibile eseguire un factory reset, cancellando così tutti i dati. In effetti un servizio di localizzazione e cancellazione da remoto è stato a lungo atteso dagli utenti del robottino, e chissà che il Google I/O non ci porti novità in merito.

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Google Glass