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Eric Schmidt torna a parlare di Glass, mentre il New York Times rilascia la sua app per gli occhiali di Google

Nicola Ligas -

Uno dei dibattiti che hanno animato e animeranno senz’altro l’uso a la diffusione dei Google Glass, riguarda la praticità o meno dei comandi vocali che, uniti a look particolare degli occhiali, possono renderne quantomeno bizzarro l’uso, particolarmente in certi ambienti e situazioni. Da una persona come Eric Schmidt vi aspettereste quindi rassicurazioni in tal senso, e invece l’ex CEO di Google preferisce la via dell’onestà, affermando che il riconoscimento vocale è davvero bizzarro, e che ci sono ovviamente dei luoghi dove Glass sarebbe inappropriato. In ultima battuta la società si adatterà comunque, magari coniando regole ad-hoc per l’uso di questo così chiacchierato accessorio, tanto per usare un eufemismo.

Schmidt ha poi rivelato un altro interessante dettaglio finora ignoto: al contrario di quanto avviene normalmente con Android infatti, tutte le app per Glass saranno preventivamente approvate da Google, prima di essere pubblicate; “abbiamo deciso di essere prudenti”, commenta Schmidt. Nulla toglie che le cose potranno cambiare nel corso del tempo, ma per adesso resteranno così.

E parlando di applicazioni, in prima linea c’è senz’altro il New York Times, che ha da poco reso pubblica una pagina dalla quale gli sviluppatori in possesso della Explorer Edition potranno scaricare l’app del noto quotidiano per Google Glass. Aspettatevi quindi breaking news più in diretta che mai, proprio davanti ai vostri occhi. (un giorno.)

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