Facebook Home

Editoriale: Facebook Home e la “Facebook philosophy”

Francesco Fumelli

E così lo ho voluto provare. La curiosità “professionale” era davvero tanta. Non è un applicativo uscito ieri (anche se ufficialmente non è ancora disponibile per tutti i device) quindi non intendo discuterne a fondo le implicazioni tecniche, mi interessano più quelle “filosofiche”. Con Facebook Home non siamo di fronte ad una semplice operazione di skinning quanto ad un ulteriore layer di comunicazione, appoggiato sopra il sistema Android.

Quelle che seguono sono alcune riflessioni su una operazione che, comunque la si pensi, è abbastanza unica nel suo genere.

Android “può”

Prima riflessione, Facebook Home non potrebbe esistere su altri terminali con OS diversi. Attualmente il grado di libertà che l’OS di Google permette è del tutto inarrivabile su tutti gli altri smartphone. Home si configura esattamente come un layer sovrastante lo “strato” dei Widget che (a loro volta) sono collocati “sopra” l’OS.

Il launcher di default rimane quindi comunque attivo e i widget che vi sono collocati continuano ad aggiornarsi.

Per questo consiglio almeno di disattivarli (o disabilitare l’aggiornamento) prima di attivare a Facebook Home. Nel mio caso – avendo il root – ho congelato del tutto la TouchWiz del mio Galaxy Note. Disattivare i widget e la home originale è una buona misura per placare la fame di batteria del terminale con Facebook Home installato.

Usabilità

E’ questione di abitudine. In termini di interfaccia utente Facebook Home non è più confuso di come certi utenti riducono il launcher di default. L’interfaccia è piuttosto semplificata (non ci sono i widget e si personalizza poco) ma si ottiene in cambio una interfaccia centrata sulle persone/foto/discussioni.

Questa è la prima GUI da telefono mobile che vedo che – per default – NON pone in evidenza la applicazione talefono, che rimane relegata assieme a tutte le altre applicazioni. Lo dico da tempo, ormai l’ultima cosa che facciamo con i telefoni è – appunto – telefonare e Facebook Home lo dimostra senza ambiguità.

Spostando l’unico tasto sempre visibile (che poi è la foto del nostro profilo) in alto nell’interfaccia, si accede alla zona delle App, dove si trovano i pannelli con le applicazioni preferite con a sinistra  il launcher vero e proprio, e tutte le app installate.

In 2 minuti si possono collocare le app ad accesso più frequente nei pannelli specifici. Una volta abituati alla nuova idea di interfaccia, il tutto non è meno usabile di un launcher tradizionale a patto di accettare che – come detto – la nostra Facebook life rimanga sempre concettualmente in primo piano. Non concordo quindi con chi ha attaccato l’applicazione lamentandone l’inefficacia come launcher. Funziona, semplicemente se ne deve acquisire una certa familiarità (pochi minuti) e si deve avere interesse alla filosofia di base.

Facebook Home è anzi maledettamente efficace, tanto efficace che dopo 24 ore ho deciso di rimuoverlo senza ripensamenti dal Note.

Vedere il flusso continuo delle discussioni ha aumentato di molto il mio tempo trascorso su quel social network. Ho guardato molto di più i profili dei miei amici, incuriosito dalle foto animate a tutto schermo, ho partecipato a più discussioni, ho trollato e mi sono fatto trollare. Ho usato insomma Facebook molto di più.

Facebook Home rende al meglio se si hanno amiche (ed amici) piacevoli, belle ed educate e mai sconvenienti nelle cose che scrivono. Perché se si hanno amici brutti e pelosi, o avvezzi alla scrittura di termini poco educati, l’effetto potrebbe non essere dei migliori…. Anche imbarazzante, almeno in certe situazioni.

Indubbiamente l’interfaccia personalizzata in modo così pesante ha la sua efficacia in rapporto all’obiettivo. Tuttavia – se non si è veramente perduti nel mondo di Facebook – il giochino dopo un po’ stufa.  In ogni caso il progetto per i veri Facebook addicted può rappresentare una esperienza coinvolgente.

Conclusioni / Consigli

In ogni caso tra messaggi integrati SMS / Facebook (con le faccine degli interlocutori che orbitano nello schermo), integrazione con il launcher e la lock screen, siamo di fronte ad una interfaccia personalizzata capace di incrementare fruizione ed utilizzo del social network in blu.  Secondo me è da provare, l’impatto sulla batteria c’è (inutile negarlo) ma rimuovendo i widget e/o congelando il launcher di sistema (serve il root) si riduce parecchio.

Se avete un account Facebook la ritengo una esperienza divertente, anche se da approcciare con moderazione perché “potrebbe” dare assuefazione. E come dicono gli americani, c’mon go out and get a life! 

🙂