Google Glass (12)

Ancora su Google Glass: batteria, gesture, hands-on, e nuovi foto e video focus

Nicola Ligas -

Continuiamo a setacciare internet alla ricerca di informazioni su Google Glass e anche quest’oggi abbiamo qualcosa di interessante da riferirvi. Anzitutto, come vedete dall’immagine qui sopra, qualcuno (al secolo Ethan Bresnick) è riuscito a catturare l’effettiva immagine mostrata dal mini-display degli occhiali, regalandoci uno photo shoot di tutto rispetto, con ben 16 nuove immagini ravvicinate e un video con le imperessioni di alcuni utilizzatori della durata di circa 3 minuti, che ovviamente trovate come sempre a fine articolo.

Strano a dirsi, forse, ma nell’uso quotidiano la gente sembra non notare i Glass, considerandoli più un accessorio di qualche tipo, piuttosto che un motivo per destare reale interesse. Nella descrizione della giornata tipo di molti dei proprietari della Explorer Edition infatti, né i passanti, né il commesso del negozio di alimentare e nemmeno un vecchio amico incontrato per strada hanno fatto troppe domande su quell’insolito paio di occhiali; forse la notizia non si è sparsa molto e la gente non è sul “chi vive”, ma è senz’altro una conferma di come anche il loro design ancora un po’ invadente, non costituisca grande impedimento né motivo di (in)desiderate attenzioni.

Riguardo la batteria ci sarebbe invece da discutere molto, ma volendo gettare nella mischia alcuni dati empirici, diciamo che con circa 60 foto, e 12 video per un totale di circa 35 minuti di riprese riuscirete a consumare gran parte della batteria, con tempo sufficiente rimasto per un paio d’ore di idle o quasi. Non è moltissimo in realtà, specialmente nell’ottica di un neo acquirente, ma in effetti non ci immaginiamo un utilizzo quotidiano così intenso una volta abituatisi agli occhiali, e in fondo l’autonomia di questi primi modelli non è detto che rispecchi quella della futura versione commerciale.

Veniamo invece alle gesture. Tramite il touchpad laterale è già possibile effettuarne alcune, ma per il futuro si parla poi di gesture da fare con gli occhi (sbatti le ciglia per fare una foto) ed eventualmente anche di altre con le mani, ma sono al momento solo ipotesi. Vediamo quindi cosa c’è di concreto finora.

  • Tap. La gesture più naturale, che in pratica visualizza, se presenti, le opzioni relative all’azione che stiamo compiendo in quel momento.
  • Swipe (avanti e indietro). Scroll tra le card o le varie opzioni. Una gesture più rapida causa uno zoom out con il quale si può scorrere più velocemente.
  • Swipe down. Chiude una card o un “pop up”.
  • Pressione prolungata. Avvia Google search, ovviamente in versione vocale.

C’è poi anche un pulsante dedicato alla fotocamera, la cui semplice pressione catturerà una singola immagine, mentre la pressione prolungata avvierà la registrazione video. Riguardo proprio le immagini, c’è da notare come le foto diurne siano di qualità davvero eccellente, probabilmente superiori a quelle di una fotocamera equivalente montata su uno smartphone. È una cosa ancora tutta da dimostrare, ma la causa potrebbe essere il fatto che il sensore di Glass non permette zoom, al contrario di quelli su smartphone, privilegiando invece la qualità; un altro elemento da tenere in considerazione è forse il fatto che la nostra testa costituisce un supporto più stabile di una tremolante mano, ma questo è soggettivo e comunque rimediabile in qualche modo. Vi lasciamo intanto un paio di foto di esempio, a testimonianza della buona qualità di cui abbiamo parlato (tenete conto che è pur sempre un sensore a 5 megapixel).

Una nota finale, prima di lasciarvi a video e foto, spetta alla modalità di connessione al PC. Google Glass viene visto come una comune macchina digitale, non come un dispositivo di archiviazione di massa (a Google proprio non piace più), e sebbene nella maggior parte dei casi questo possa non essere un problema, sembrano esserci ancora dei problemi da risolvere nella modalità di accesso alle immagini, particolarmente per la cancellazione da PC. Inoltre, e forse lo avrete già notato, i video caricati automaticamente su Google+ non sono poi condivisibili (se non tramite il social network stesso), il che crea in effetti una strana “scollatura”, ma questo è anche compito del team G+.

Google Glassvideo