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Google Glass: nuovi commenti dai primi utilizzatori, e intanto Page conferma l’utilizzo di Android

Nicola Ligas -

Gli autoscatti allo specchio conosceranno una nuova stagione di successi, con la diffusione dei Google Glass. Se finora infatti era un classico puntare il proprio telefono contro lo specchio, con le inevitabili conseguenze del caso, d’ora in poi ci basterà alzare lo sguardo verso di noi, e con un “Ok glass” qui, e un Ok lì cattureremo tutta la nostra bellezza. O questo almeno ha fatto DanMcLaughlin, uno dei fortunati proprietari della prima ora degli occhiali di Google, ovviamente al solo scopo di mostrarceli.

Ironia a parte, i commenti come questo si sprecano su Google+, le cui pagine dei primi acquirenti Glass sono letteralmente invase di contenuti catturati con questi.

Molto riflessivo Brandon Allgood, che ci fa sapere di indossarli tranquillamente tutto il giorno, tanto sono leggeri e non infastidiscono, e per di più la batteria dura davvero per tutta la giornata (con un uso non intensivo). Piano piano comunque gli occhiali di Google hanno già iniziato a cambiare la sua giornata, ad esempio inclinando la testa all’indietro si accende automaticamente il display e possiamo vedere l’ora, ed email e chiamate saranno parimenti a portata di occhio. Foto e video in condizioni di scarsa luminosità non sono granché, ma davvero qualcuno si aspettava il contrario? Al contrario invece, anche alla piena luce del sole, non si sono problemi di lettura. Google Now poi è portato all’ennesima potenza dal fatto di essere sempre così immediato, e la dettatura vocale non presenta problemi; idem dicasi per la conduzione ossea, e l’audio è buono anche in condizioni di rumorosità di fondo, sebbene anche le persone vicino a te possano ascoltarlo comunque, perché a quanto pare non è così “isolante” come si potrebbe pensare. Una curiosità riguarda invece la connessione alla rete Wi-Fi: per effettuarla è necessario l’uso dell’app MyGlass, anche perché dettare ad alta voce una password non sarebbe né sicuro né efficace, ed in fondo ci sembra una buona soluzione.

I cambiamenti che Brandon apporterebbe riguardano la modalità di scatto, troppo istantanea dopo il comando “ok glass, take a picture“, e dato che l’ottica della fotocamera non è coincidente con quella del nostro occhio, scattare proprio la foto voluta non è banale; e parimenti la stessa cosa cosa avviene per i video. Il secondo punto, davvero facilmente risolvibile in un update, è il fatto che se qualcuno vi invia un testo in grassetto, questo non appare evidenziato ma racchiuso tra due “*”, che poi vengono anche letti come “asterischi” se utilizzate la funzione di text to speech.

Il già citato Dan McLaughlin e Monica Wilkinson sono invece più persone da “punta e scatta”, e nei loro stream potrete trovare foto e video di e dai Google Glass, ma nei prossimi giorni tutti promettono di dedicarsi di più alle API per sviluppatori, quindi probabilmente apprenderemo anche altri dettagli tecnici in merito. A proposito di sviluppo, Larry Page ha confermato quello di cui in fondo nessuno aveva mai dubitato, ovvero che i Google Glass sono basati su Android.

Ok Glass, let’s post the news.

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