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Wild Blood: quando l’amore si trasforma in pericolo [Recensione]

Giorgio Palmieri

Gameloft, la famosa casa francese sviluppatrice di giochi per dispositivi mobile e tablet, ha rilasciato da poco il quarto capitolo di Dungeon Hunter. Dopo non poche peripezie (ormai siamo abituati ai ritardi videoludici su Android), finalmente tutti gli amici del robottino verde potranno testare con mano l’ultima fatica di Gameloft. Nell’attesa che questo titolo venga sviscerato per bene da noi di Androidworld, abbiamo deciso di recensire per voi uno dei titoli più apprezzati della casa francese, Wild Blood.

Il genere di gioco è un miscuglio tra azione e avventura, ed è il primo titolo di Gameloft a sfruttare Unreal Engine 3. Riuscirà a fare breccia nei nostri cuori o sarà un titolo dal poco spessore e, soprattutto, dal gameplay eccessivamente derivativo (come ci ha abituati da sempre Gameloft)?

Albione ha bisogno di noi

Albione è in grave pericolo.
Re Artù, un tempo nobile sovrano ha preso totalmente la ragione.
Il re ha scoperto che il suo più fidato cavaliere Ser Lancillotto, ha una relazione con la sua amata regina Ginevra.
Corroso dall’odio e dalla disperazione, il re prende delle misure dratiche.
Permette alla sua ancella Morgana, una maga potentissima, di usare la magia nera contro Lancillotto.
Morgana apre un cancello demoniaco verso l’Aldilà, permettendo ai demoni di accedere al nostro mondo.
Lancillotto, di ritorno dai suoi viaggi, scopre che il suo regno è in preda alle creature infernali e che Ginevra è prigioniera della magia di Morgana.
Il destino del regno e della sua regina è ora nelle mani di Lancillotto.

Così recita la prima cut scene di Wild Blood, infatti la trama di gioco si basa su una rivisitazione in chiave fantasy della leggenda di Lancillotto. Sebbene l’incipit potrebbe risultare accattivante, purtroppo lo sviluppo lascia a desiderare. Non solo il titolo è caratterizzato da una personalità poco incisiva (da tempo tratto distintivo dei prodotti Gameloft), ma molte delle cut scene durante il gioco rasentano il ridicolo, presentando personaggi leggendari quali Merlino e Galvano vuoti e privi di spina dorsale. Lo stesso Lancillotto viene presentato come un burattino dalla poca espressività e dal doppiaggio piuttosto discutibile.

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Se la narrazione è povera e a tratti imbarazzante, lo stesso non possiamo dire del sistema di combattimento, elemento focale su cui si basa l’intera produzione. In Wild Blood vestiremo (ovviamente) i panni di Lancillotto e dovremo sconfiggere i demoni utilizzando tre tipi di armi: durante l’avventura, infatti, acquisiremo lo spadone, le asce e l’arco (quest’ultimo caratterizzato da un puntamento piuttosto macchinoso). Ogni arma ha delle combo particolari e delle abilità diverse, infatti potremo equipaggiare due elementi magici (a scelta tra fuoco, ghiaccio e fulmine) per scatenare l’ira magica sugli avversari. Per eseguire queste speciali abilità basterà premere il tasto della magia corrispondente, posto sul virtual pad insieme ad un pulsante d’attacco, uno per la schivata e la corsa, e un ultimo per il movimento. Nonostante alcuni problemi della telecamera e degli sporadici ritardi nei comandi, il sistema di combattimento funziona abbastanza bene, regalando parecchie ore di divertimento. C’è da dire, però, che alcune volte l’azione di gioco risulterà parecchio confusionaria e ci ridurremo a completare determinate sessioni pigiando i tasti dell’attacco e delle abilità a casaccio.

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Wild Blood scorre abbastanza velocemente lungo i 7 capitoli di gioco e ogni missione avrà il suo boss: se inizialmente si presenteranno come facili e privi di spessore, i combattimenti contro di questi miglioreranno man mano che si procederà con i livelli e porteranno una buona dose di varietà all’interno dell’offerta videoludica. A proposito di varietà, il gioco è condito da piacevoli puzzle da risolvere per sbloccare dei forzieri contenenti tesori e da divertenti sezioni dove saremo al comando di una balista e dovremo sconfiggere orde di mostri inferociti. Peccato per l’esplorazione ridotta all’osso, poiché i livelli sono strutturati in maniera piuttosto lineare con tanto di segreti posti in bella vista.

Scelte discutibili

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Dopo aver “completato” il gioco per la prima volta, Wild Blood ci farà un brutto scherzo: con una motivazione (non vi anticiperemo nulla) che rispecchia la qualità della narrazione, il titolo ci costringerà a riaffrontare l’avventura per una seconda volta a difficoltà più elevata per accedere alla parte finale del gioco. Ci è sembrato un pretesto piuttosto forzato, ma sarà il sistema di upgrade a dare linfa vitale a Wild Blood, oltre ad aumentare di molto la longevità complessiva. Infatti, ogni arma potrà essere potenziata grazie alle monete acquisite durante i livelli: potremo potenziare i danni, la probabilità di effettuare un colpo critico, acquisire nuove combo e aumentare la durata e la potenza delle abilità magiche. Stesso discorso vale per l’armatura, migliorabile in lungo e in largo grazie agli upgrade di vita, resistenza e energia magica. Man mano che potenzieremo il nostro equipaggiamento, esso si evolverà stilisticamente, un’aggiunta che terrà incollati i completisti allo schermo per molto tempo, anche se dobbiamo ammettere che avremo preferito dei costi meno esosi per i potenziamenti.

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Inoltre, Wild Blood mette a disposizione una modalità multigiocatore, dove combatteremo contro altri 7 giocatori sulle mappe prese di peso dalla campagna in singolo giocatore. Qui l’equipaggiamento ottenuto nella campagna sarà puramente estetico, infatti tutti i giocatori avranno le stesse caratteristiche. Le modalità di gioco sono Distruttore (una sorta di caccia all’uomo), Deathmatch a Squadre e Bandiere (dove si dovrà catturare la bandiera avversaria). Le nostre sessioni in multigiocatore si sono svolte senza problemi di lag, però il sistema di combattimento non è studiato per essere usufruito contro altri giocatori “reali”, infatti probabilmente accantonerete l’online dopo poche partire.

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Il comparto tecnico svolge il suo lavoro egregiamente, garantendo una resa grafica degli ambienti molto buona grazie all’Unreal Engine, anche se si poteva osare di più per quanto riguarda la modellazione poligonale dei personaggi. A parte qualche piccola sbavatura, le texture di gioco sono pulite e la fluidità di gioco è ottima. Buoni anche gli effetti sonori e le musiche, soprattutto il tema del menù principale.

Conclusione

Wild Blood poteva essere una killer application su dispositivi mobile e su tablet, ma purtroppo non è così. Questa volta, Gameloft ha provato ad inserire nel suo prodotto una trama un po’ più elaborata del solito, ma lo sviluppo narrativo in alcune sezioni rasenta il ridicolo, spezzando tutta la magia che c’è dietro la leggenda di Lancillotto e di Re Artù. Ciononostante, Wild Blood rimane un buon titolo, coadiuvato da un divertente sistema di combattimento, una discreta varietà e da un sistema di progressione personalizzabile e molto interessante. Lo consigliamo? Assolutamente si, nella speranza che, prima o poi, Gameloft rilasci un titolo più curato dal punto di vista della personalità e della narrazione.

Coinvolgimento: Le ambientazioni sono curate, peccato per l’esplorazione degli scenari ridotta all’osso e, soprattutto, per lo sviluppo della narrazione decisamente debole che spezza il coinvolgimento generale del titolo.
6.5/10
Giocabilità:  Il sistema di combattimento è molto divertente, anche se alcune volte l’azione su schermo risulta essere confusionaria. Ci sono problemi nei controlli e nella telecamera un po’ ballerina.
8/10
Grafica:  Modellazione poligonale degli ambienti ottima, peccato per qualche sbavatura grafica. Poco più che sufficienti i personaggi. Buona la fluidità. (Samsung Galaxy Nexus)
8.5/10
Sonoro: Le musiche sono d’atmosfera e gli effetti sonori sono molto buoni. Il doppiaggio è mediocre.
8.5/10
Longevità: Per completare il gioco dovrete finire l’avventura per due volte. La rigiocabilità è alta grazie al sistema di upgrade molto interessante.
8.5/10
Prezzo: 5,99€, il consueto prezzo dei titoli Gameloft, giustificabile dati i contenuti. Presenti gli acquisti in-app. 
8/10

Voto complessivo : 8/10

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