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Xiaomi vuole vendere 15 milioni di smartphone nel 2013 e spera di espandersi oltre l’Asia

Nicola Ligas

Bin Lin, CEO di Xiaomi, è un simpatico signore molto sorridente e loquace, che durante l’annuale conferenza D:Dive Into Mobile si è lasciato andare a molti commenti in merito alla sua azienda e alla sua politica di vendita. Come sapete Xiaomi vende i propri modelli high-end solo online, in lotti fissi con un certo numero di pezzi, che una volta esauriti non sono rimessi in commercio prima che il prossimo lotto sia pronto, generando in questo modo grande attesa e facendo sempre registrare il tutto esaurito nel giro di pochissimo tempo.

Lin afferma di aver raggiunto i 2 miliardi di dollari di entrate su 1,7 milioni di telefoni venduti, e di voler arrivare a quota 15 milioni entro la fine dell’anno. Dati i prezzi concorrenziali, non ci stupisce che una buona parte dei guadagni provengano dagli accessori (particolarmente le batterie, sulle quali Lin scherza un po’ su), che magari il cliente è anche più propenso ad acquistare avendo pagato poco il telefono in sé. Ciò non ha comunque messo al riparo l’azienda cinese dal sorgere di canti cloni contraffatti, realizzati con materiali di scarsa qualità, e venduti allo stesso prezzo degli originali Xiaomi: a quanto pare in Cina anche le aziende domestiche non sono al riparo da queste cose.

In tempi recenti abbiamo comunque già visto l’azienda alla ricerca dell’espansione oltre i confini nazionali, particolarmente in Hong Kong e Taiwan, passando ad un sistema di vendite più tradizionale, ovvero col sussidio degli operatori: in base al feedback ricevuto non è quindi da escludere di poterli vedere anche in altre parti del mondo. Magari prima di un paio di anni.

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