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Samsung sotto accusa in Taiwan per pubblicità ingannevole ai danni di HTC

Nicola Ligas

Samsung è accusata di aver assunto degli studenti per scrivere commenti negativi online dei prodotti HTC, pubblicando invece contenuti promozionali a suo vantaggio. In cosa consistano di preciso queste “recensioni” non ci è dato saperlo, ma l’azienda coreana dal canto suo si difende affermando che si tratta di inesperienza dei suoi addetti locali alle pubbliche relazioni, cessando al contempo ogni attività di marketing che implichi la pubblicazione di commenti anonimi.

La campagna online sarebbe infatti stata gestita da un’agenzia pubblicitaria di Taiwan assunta da Samsung, ma sarà eventualmente quest’ultima a dover versare la non indifferente somma di 835 milioni di dollari se ritenuta colpevole, e considerando che in passato Samsung è già stata condannata due volte dalla Fair Trade Commission taiwanese, i precedenti non sono proprio di buon auspicio. Dopo lo stacco trovate anche il comunicato originale dell’azienda in merito all’accaduto, dove sostanzialmente sostiene che “il suo credo” non contempla questo genere di pubblicità.

Samsung Electronics remains committed to engaging in transparent and honest communications with consumers as outlined in the company’s Online Communications Credo. We have encouraged all Samsung Electronics employees worldwide to remain faithful to our Credo. The recent incident was unfortunate, and occurred due to insufficient understanding of these fundamental principles.

Samsung Electronics Taiwan (SET) has ceased all marketing activities that involve the posting of anonymous comments, and will ensure that all SET online marketing activities will be fully compliant with the company’s Online Communications Credo.

We regret any inconvenience this incident may have caused. We will continue to reinforce education and training for our employees to prevent any future recurrence

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