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Eric Schmidt parla di Android, Facebook Home, Motorola, Google Glass e molto altro

Lorenzo Quiroli

Eric Schmidt, presidente di Google, ha da poco finito di parlare alla conferenza di AllThingsD, toccando molte questioni: sul palco con lui è salito per la gioia dei nostalgici persino una versione per sviluppatori del datato T-Mobile G1, anche noto come HTC Dream, ossia il primo smartphone Android nella storia, accompagnato dai più recenti e potenti Nexus 4, Galaxy S III e  HTC One. Ciò per sottolineare il grande passo in avanti compiuto in questi anni a livello di hardware: “Tra due anni questi smartphone saranno economici, mentre tra 4 anni saranno supereconomici”, ha affermato Eric.

Schmidt ha poi rivelato i numeri attuali di Android: sono ben 1,5 milioni i dispositivi attivati ogni giorno e si dovrebbe arrivare al miliardo entro fine anno, per poi raggiungere i due miliardi nei prossimi due anni, numeri che non possiamo che definire straordinari. Parlando sempre del robottino verde, alla richiesta di un’opinione riguardante Facebook Home e anche il fork compiuto da Amazon, Schmidt non si è scomposto e ha risposto “Penso sia fastastico, e ti dirò perché. Questo è l’open source, e penso sia magnifico; riguarda lo sperimentare, le nuove idee, è creatività.”

Non è mancata nemmeno la domanda riguardante le ipotesi di una convergenza tra Chrome OS e Android, rilanciate da recenti movimenti in casa Google: Schmidt ha negato il tutto, assicurando che l’unione tra i due OS di Google non avverrà certamente in breve tempo. Le principali notizie della giornata odierna riguardano i Google Glass, e Eric ha confermato che Google sta spedendo agli sviluppatori una prima versione del modello, confessando di apprezzare non tanto il loro display, quanto più il fatto che essi siano in grado di conversare con te, rispondendo alle domande e molto altro.

Al contrario poi di quanto affermato da Patrick Pinette, Schmidt afferma di aver visto la nuova linea di smartphone Motorola e li definisce “Fenomenali“, chiamandoli “Phone-plus”, quasi come se fossero un’evoluzione degli attuali smartphone in commercio; ovviamente il nostro primo pensiero va all’X-Phone, anche se secondo le ultime indiscrezioni dovremo aspettare ancora un po’ prima di vederlo.

Schmidt svela anche che Google non sta facendo nulla di particolare riguardo alla durata delle batterie, aggiungendo che il miglior modo di consumarne di meno è usare meno segnale, aggiungendo che sono in corso molte ricerche riguardanti nuove tecnologie che in futuro miglioreranno la situazione, facendo intuire che a livello software al momento non si possono fare miracoli. Riguardo poi alla relazione con Samsung, azienda della quale Google sarebbe preoccupata secondo alcune voci,  Schmidt nega le tensioni, affermando che essi hanno centinaia di smartphone Android in uscita e che la partnership con Google ha aiutato a definire Android in passato.

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