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Editoriale: Android nel settore tablet, successo o fallimento?

Lorenzo Quiroli -

Quando Rubin ha lasciato la direzione di Android lo scorso mese, sono state rese note alcune cifre simboliche del successo del suo lavoro: 25 miliardi di applicazioni scaricate e 750 milioni di dispositivi Android sono stati attivati, numero che raggiungerà il miliardo, o alla fine di questo anno o all’inizio del prossimo, quota che nessun altro sistema operativo mobile potrà vantare per molto tempo.

Nonostante certi traguardi siano senza dubbio notevoli, tutti sanno che la cifra in questione è resa tale dall’indiscusso successo nel settore smartphone, dove Android possiede una larga maggioranza assoluta: i tablet Android, invece, non sono ancora riusciti a prendere il volo, come dimostrava una statistica riguardante le attivazioni fornita da Eric Schmidt risalente all’anno scorso (degli 1,3 milioni di dispositivi Android attivati quotidianamente solo 70.000 erano tablet).

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Non voglio ricapitolare ora tutta la storia dei tablet nel mondo Android, ma penso sia sufficiente ricordare , riguardo all’ingresso del robottino verde in questo settore, che la prima tavoletta ad essere un successo fu il Kindle Fire di Amazon, basato sull’ormai datato Gingerbread, nonostante l’assenza delle applicazioni Google. Penso che la ragione del successo dell’azienda di Bezos, oltre ad un collaudato e fidato canale commerciale frequentato da milioni di acquirenti, fu la differenziazione del loro prodotto, che proposto ad un prezzo molto competitivo non mirava alla fascia di mercato dell’iPad ma ne creò una nuova, promuovendo così il trend dei tablet economici seguito poi da Google e infine persino da Apple (sì, 329 euro per Apple significa economico).

Da allora Android è cambiato molto: da Honeycomb all’ultima versione di Jelly Bean certamente la situazione è chiaramente migliorata, grazie ad un’interfaccia più reattiva e anche più simile a quella degli smartphone (so che a molti potrà non piacere, ma per l’utente inesperto un’interfaccia più semplice e pulita è sempre benvenuta), il multiutente e molto altro ancora. Il Nexus 7 sembra aver dato la giusta spinta agli sviluppatori per creare dei layout appositamente per tablet, e, molto lentamente, come tutti i cambiamenti che avvengono nel mondo Android, la situazione sta migliorando negli ultimi mesi.

Molti analisti hanno predetto che quest’anno Android supererà la quota di mercato del’iPad, ma a mio parere la strada da fare è ancora molto lunga. L‘approccio dei consumatori ai tablet è differente da quello degli smartphone, e su questo concetto è bene soffermarsi un momento: i telefoni cellulari sono ormai una componente quasi necessaria nella nostra vita, quasi tutti ne posseggono uno, e grazie al calo di prezzi del’hardware gli smartphone stanno progressivamente rimpiazzando i cosiddetti feature phone, ossia quei telefoni dotati di fotocamera, giochi e altro ma che non sono propriamente degli smartphone. Nel frattempo il mercato dei PC è sempre più in calo, e nonostante essi rimangano migliori per quello che riguarda la produttività, la maggior parte degli acquirenti non ne ha la necessità, e sta infatti virando verso i tablet, che sono decisamente in crescita nelle vendite e puntano a rimpiazzare i computer Windows nella vita di molte persone.

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Non tutti però sono disposti a spendere 500 euro per una tavoletta, e soprattutto questo motivo ha spinto Android in un primo periodo: oggi però sono convinto le basi perché un tablet del robottino verde abbia successo ci siano, ma il problema vero è che i produttori non sembrano puntare abbastanza aggressivamente al settore. Samsung è seconda per quota di mercato, ma sospetto che alcune promozioni abbiano gonfiato il suo successo, e comunque stiamo ancora aspettando un suo vero top di gamma per quest’anno, mentre ASUS quest’anno sembra puntare più alla fascia economica che a sfidare seriamente l’iPad di Apple. L’unica azienda ad presentato un tablet che sia realmente un top di gamma è Sony, con il suo Xperia Tablet Z, ma dubito che proposto alla stessa cifra dell’iPad possa rappresentare una reale minaccia per l’azienda di Cupertino.

Ciò è dovuto anche ad una minore concorrenza tra gli stessi produttori che utilizzano Android, concorrenza spesso sottovalutata ma che è stata fondamentale nel successo degli smartphone, accrescendo in breve tempo le specifiche dei vari modelli: mancano infatti HTC e LG, che al momento non sembrano intenzionate ad entrare nel mercato. Le specifiche dell’iPad poi sono in molti casi superiori a quelle dei tablet Android, in particolar modo la risoluzione, battuta solo dal Nexus 10, raro e leggendario tablet prodotto in collaborazione da Google e Samsung.

Sono piuttosto sicuro che Android crescerà ancora quest’anno e ruberà quote di mercato ad Apple, ma ciò sarà dovuto non tanto al fallimento di quest’ultima, quanto più all’aumentare delle dimensioni del mercato tablet; la grande sfida ora è quella di trovare un portabandiera vero e proprio, e proprio questa sfida denota la grande debolezza di Google: il successo del suo sistema operativo è decretato non solo dalla sua bontà intrinseca, ma soprattutto dai produttori, dai lori investimenti in pubblicità e dal loro supporto al prodotto. Forse sarà questo l’anno in cui un tablet Android sfonderà anche nella fascia dei 10 pollici, altrimenti dovrò riporre le mie speranze nell’ultimo asso nella manica di Big G.

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