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Key Lime Pie: alcune ragionevoli ipotesi da Aaron Gascoigne

Nicola Ligas -

Aaron Gascoigne è un nome che non vi dirà probabilmente nulla: si tratta di un dipendente Cisco che in un post su Google+ ha avanzato alcune ipotesi su Key Lime Pie piuttosto serie e ragionate, e non frutto di azzardate considerazioni, pertanto abbiamo deciso di condividerle con tutti voi.

Basandosi infatti sui commit nell’AOSP, sembra che verrà utilizzato GCC 4.7 e alcune funzioni del C (memcpy, memmov, ecc) specifiche per una data architettura (A9, A15, ecc), il che in pratica dovrebbe tradursi in un piacevole aumento di velocità. Sebbene un aumento di reattività sia spesso dato per scontato in una nuova versione, in questo caso viene anche giustificato, il che ci lascia ben sperare.

Le cose si fanno meno piacevoli però in materia di modding: i permessi di root sarebbero infatti assai più difficili da ottenere (ovviamente su dispositivi non Nexus, che continueranno sempre ad essere sbloccabili per loro stessa natura) a causa dell’abilitazione di seLinux. Capite bene come sia prematuro trarre conclusioni affrettate prima di vedere come sarà davvero implementato il tutto, ma se fosse davvero più difficile ottenere i permessi di root a vantaggio però della sicurezza generale del sistema, non sarebbe forse una cosa positiva?

La parte che ci convince un po’ meno di tutto il ragionamento di Aaron riguarda Babel (o come si chiamerà). Quest’ultimo non sarebbe infatti il servizio di messaggistica ideale che tutti vorremmo, a causa di problemi di licenza. Google Talk ed hangout, per esempio, sono applicazioni closed source, mentre quella per gli SMS è open (e infatti spesso rimpiazzata dal produttore di turno); Google non potrebbe quindi combinare le due cose (ed su questo concordiamo appunto di meno) e questo spiegherebbe le voci di un’acquisizione di WhatsApp: BigG starebbe magari stava solo cercando di creare un plug-in per Android. Insomma il succo sarebbe che alla fine avremo solo l’unificazione di Talk, Messenger ed hangout, ma nulla più. In prima battuta non è un’ipotesi così remota a dire il vero, anche se l’integrazione con gli SMS non la vediamo così improbabile, e se a questa unione corrisponderà una valida controparte desktop, come sembra sarà, potremmo anche accontentarci.

Infine il login in Key Lime Pie potrebbe essere basato su Google+ e non su Gmail, differenza sottile, ma non trascurabile, e comunque indice della continua spinta verso il social network di casa.

Inutile comunque aggiungere che, per quanto ragionate, si tratta solo di ipotesi, ma c’è da dire che il terzo commentatore del post di Aaron è un certo Jean-Baptiste Quéru, che molti di voi sapranno essere il maintainer del progetto AOSP, e che sembra gradire quanto riportato da Gascoigne.

Un’ultima nota: che Key Lime Pie sarà la prossima versione del robottino è praticamente scontato (vedi anche l’immagine in alto), non lo è il fatto, nonostante quanto si legga a volte in giro, che si chiamerà Android 5.0, un numero di versione che ormai è invocato da lungo tempo e che prima o poi si concretizzerà. Quando, è un altro paio di maniche.