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Twilight: l’app che vi aiuta a dormire

Erika Gherardi

I più informati tra voi sapranno che la luce blu è una di quelle cose che impedisce di addormentarsi , alterando spesso e volentieri i normali ritmi circadiani. Una soluzione ovviamente c’è ed è presente da tempo persino sui nostri computer grazie a piccoli tool che cambiano la colorazione dello schermo (non la luminosità, non confondetevi), gli stessi che da qualche tempo sono disponibili anche sul nostro amato Play Store. Quello che abbiamo avuto modo di provare noi si chiama Twilight, ma non preoccupatevi: non è in alcun modo vincolato all’omonimo film.

In realtà non il software non è particolarmente complesso dal punto di vista delle funzioni e non offre una vasta gamma di opzioni, quindi, in sostanza, vi basterà avviarlo e lasciare che faccia tutto da solo. Prima però di dare il via all’esperimento per vedere se risolve i vostri problemi di insonnia, vi consigliamo di dare un’occhiata alla spiegazione tecnica, giusto per togliere quell’alone di magia che regna su questo genere di strumenti. La trattazione è ovviamente in inglese, quindi per tutti coloro che avessero difficoltà facciamo un breve riassunto: la luce blu è responsabile della soprassione di uno degli ormoni più conosciuti, la melatonina, responsabile del vostro normale ciclo sonno-veglia, quella che praticamente trovate in ogni buon preparato omeopatico che serva a rilassarvi e/o a farvi dormire. Tutto quello che il software fa è adattarsi al normale ciclo del Sole sfoggiando un bel filtro appartenente allo spettro del rosso (la cui gradazione è selezionabile dalle impostazioni di Twilight) che diventa più evidente nelle ore notturne per agevolare, appunto, il sonno.

Abbiamo avuto modo di testarlo e, ad essere onesti, si è rivelato tanto utile quanto disturbante. Indubbiamente favorisce il riposo, ma è anche vero che questo fastidioso filtro che altera tutti i colori può farvi venire qualche crisi isterica. In ogni caso, considerando che è scaricabile gratuitamente, potete provare ad utilizzarla, magari sul tablet che usano i vostri figli così ad una certa ora sarà il device a spingerli ad andare a dormire senza che insistiate voi.


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