Ravensword Shadowlands: l’immenso rpg openworld di Crescent Moon Games [Recensione]

Giorgio Palmieri

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11.11.11. Gli amanti dei giochi di ruolo occidentali si ricorderanno questa data, il giorno di rilascio del famoso titolo di Bethesda Softworks, The Elder Scrolls: Skyrim. Collezionando ottimi consensi da parte di critica e pubblico, Skyrim ha appassionato migliaia di gamers amanti di rpg openworld  su PC, Xbox360 e PS3 in tutto il mondo.

Per i possessori di dispositivi Android e per gli amanti di rpg openworld arriva Ravensword: Shadowlands, il secondo episodio della saga di Ravensword. Il primo episodio è una esclusiva per iOS, quindi per noi amici del robottino verde questo titolo è del tutto nuovo, anche se abbiamo già visto un altro gioco molto simile a Ravensword e della stesa casa sviluppatrice, Aralon: Sword and Shadow. Ravensword: Shadowlands promette di essere molto più ampio e coinvolgente rispetto ai titoli dello stesso genere presenti su Play Store e, soprattutto, promette un sistema di combattimento improntato più sull’azione, che sul “punta e clicka”.

Piccola raccomandazione: la lettura di questa recensione va fatta senza pregiudizi “da console”. Non dimentichiamoci che il gioco è stato creato in un’ottica portatile, quindi non ci sembra il caso di paragonarlo alle pietre miliari del genere.

Un eroe dalle capacità ignote

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Dopo la sconfitta del regno di Ravengard, il mondo è caduto nell’oblio e nella disperazione. La Ravensword, l’arma capace di sconfiggere il male, è ormai persa e, purtroppo, il tempo di pace giunge al termine. Il gioco inizierà durante la guerra di Heronmar, una sanguinosa battaglia dove gli umani (e il protagonista) combattono gli elfi oscuri. Questa breve ma intensa sezione funge da tutorial, introducendoci ai comandi di gioco: stick virtuale per il movimento e due tasti per l’attacco (tenendolo premuto potremo parare grazie al nostro scudo) e per il salto che, in seguito, diventeranno quattro con l’aggiunta del pulsante per depredare i nemici e il tasto per l’uso delle magie. Nella parte inferiore dello schermo è presente una action bar, dove è possibile inserire fino a quattro oggetti per l’uso rapido, mentre nella parte superiore troviamo i due pulsanti per l’inventario e per lo switch dalla prima alla terza persona, o viceversa.

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Il prologo scorre abbastanza velocemente ed è fatto molto bene, quasi ci sembrava di vivere un surrogato del Fosso di Helm in miniatura. Sconfitto il troll di caverna, assisteremo ad una cut-scene drammatica dove tutti, elfi oscuri compresi, moriranno senza pietà. Tutti, eccetto uno: il protagonista (ovviamente!). Ci risveglieremo in un letto ad Aven, dove la bella Layna ci dirà cosa fare e con chi parlare per scoprire il perché della nostra sopravvivenza nella guerra di Heronmar e, inoltre, dove andare per recuperare la Ravensword. Non vi anticipiamo più nulla, ma sappiate che la trama è molto classica e prosegue in maniera del tutto lineare.

Strategie illegali

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L’interfaccia di gioco è piuttosto pulita e la navigazione tra i menù è abbastanza fluida. Stessa cosa non possiamo dire del sistema di combattimento, decisamente macchinoso e pieno di bug. La concatenazione dei colpi non è fluida e spesso ci ritroveremo a fissare il nostro protagonista immobile davanti ai nemici. I pulsanti di blocco e di schivata (quest’ultimo utilizzabile tramite la pressione del pulsante di salto durante gli spostamenti laterali) sono poco reattivi a causa dei combattimenti troppo caotici con più nemici e della noiosità dell’animazione dei colpi accusati che non ci permetterà di eseguire un minimo di strategia durante le battaglie. A causa di questo problema, molto spesso saremo costretti a scegliere strategie piuttosto ambigue e non proprio “legali”: l’intelligenza artificiale dei mostri è talmente scarsa che basterà posizionarci su dei rialzi con un’arma a distanza per evitare qualsiasi minaccia (vi ricordate Gothic?). Anche le magie lasciano a desiderare, a causa della difficoltà del sistema di puntamento, per non parlare poi della scarsa “scenicità” degli effetti.

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Oltre alle missioni primarie, il gioco ci offre una manciata di missioni secondarie dal gusto decisamente classico che si basano esclusivamente sul recupero di una persona imprigionata in un piccolo dungeon. Il completamento di queste missioni garantirà ricompense interessanti, quali cospicue somme di danaro o equipaggiamento, oltre all’esperienza che ci permetterà di potenziare il nostro protagonista. Il sistema di crescita è completamente libero: ad ogni livello otterremo un punto statistica e un punto talento. Le statistiche si dividono in quattro parametri: Forza, Resistenza, Agilità e Vigore. I talenti sono di vario tipo e spaziano dall’aumento della velocità del nostro cavallo (si, ci sono anche le cavalcature! E anche quelle volanti!), alla possibilità di colpire con più forza con un determinato tipo di arma (spade, asce o mazze). La quantità di esperienza necessaria per salire di livello è molto bassa e ci permetterà di delineare le capacità del nostro protagonista fin dai primi momenti di gioco.

Comparto tecnico e prezzo dell'avventura

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Graficamente il titolo gode di un’ottima realizzazione e, soprattutto, di una incredibile varietà di mostri e di ambienti. Viaggeremo attraverso lande desolate, boschi, foreste innevate, colline, paludi, caverne e combatteremo contro giganti, coboldi, goblin, lupi e persino contro dei giganteschi dinosauri! L’esplorazione vi ricompenserà sempre, sia in termini di grafica, che in termini di oggetti. Nonostante la pregevole fattura della grafica, il comparto tecnico è minato da gravi problemi come, ad esempio, compenetrazioni poligonali, cali di frame rate durante le fasi di caricamento in-game, animazioni mancati e tanti altri difetti che sporcano il quadro estetico del gioco. Da segnalare l’ottima colonna sonora, coadiuvata da musiche epiche ed emozionanti, azzeccate all’atmosfera generale del gioco.

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Ravensword Shadowlands è completamente in inglese ed ha un costo pari a 5,37€, un prezzo assolutamente giustificato data la generosità dell’offerta ludica ma purtroppo sono presenti i (costosissimi) acquisti-in app, cosa che potrebbe dare fastidio a molti gamer.

Conclusione

Valutare Ravensword Shadowlands è un compito decisamente arduo. Se da un lato abbiamo un’offerta ludica generosa, delle ambientazioni eccezionali e un buon sviluppo del personaggio, dall’altro c’è un sistema di combattimento troppo macchinoso che limita di molto il divertimento del gioco, senza contare dei gravi bug distribuiti un po’ ovunque. Ciononostante, Ravensword Shadowlands è un gioco che gli amanti degli rpg occidentali non dovrebbero lasciarsi scappare, consci del fatto che il titolo ha dei difetti abbastanza marcati.

Profondità: Notevole per un gioco portatile, sistema di crescita libero e trama semplice e lineare, ma piacerà agli amanti dei classici fantasy. Le magie potevano essere sviluppate meglio.
8/10
Giocabilità:  Sistema di controllo e di combattimento eccessivamente macchinoso e pieno di bug.
6.5/10
Grafica:  Enorme varietà di ambientazioni e di mostri. Grafica di pregevole fattura ma sono presenti numerosi bug nel comparto tecnico, tra cui compenetrazioni poligonali e cali di frame rate.
8.5/10
Sonoro: Musiche d’atmosfera e adatte al gioco, effetti sonori molto buoni.
9/10
Longevità: Una campagna abbastanza longeva e una manciata di missioni secondarie vi terranno impegnati per molto. Potrebbe portare un po’ di ripetitività dopo metà gioco.
8/10
Prezzo: 5,37€  per un gioco strapieno di contenuti. Presenti gli acquisti in-app.
8.5/10

Voto complessivo : 7.5/10

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