Greasemonkey

Personalizziamo il Play Store Web con Greasemonkey (app acquistate, permessi invasivi, ecc.)

Roberto Orgiu

Gli utilizzatori di Firefox conosceranno di sicuro Greasemonkey, un’estensione per il celebre browser che ci permette, tramite script appositamente creati di modificare i siti web che visitiamo: in questo articolo parleremo proprio di questo software, ma gli utenti Chrome non hanno nulla da temere, c’è pane anche per i loro denti.

Benché il browser di BigG supporti nativamente gli script di Greasemonkey a partire dal lontano 2010, non tutte le direttive sono supportate, per cui ci appoggeremo ad un’estensione che emuli il comportamento del componente aggiuntivo di Firefox, scaricando quindi Tampermonkey direttamente dallo store di Chrome. Se siamo accompagnati da un panda rosso, invece, ci basterà cliccare su questo link per procurarci il software originale.

Una volta installato il componente che ci serve, il più è fatto e possiamo passare all’installazione degli script: un click sul pulsante Install in alto a destra seguito da un paio di OK saranno sufficienti se siamo su Chrome, mentre su Firefox ci saranno ancora meno conferme. Attendiamo pochi secondi e lo script inizierà a funzionare senza bisogno di ulteriori interazioni.

Abbiamo quindi selezionato per voi quattro script che vi aiuteranno a personalizzare l’interfaccia del Play Store Web:

  • Google Play Android Store Library Tweaker: questo script ci permette di filtrare le nostre app tra gratuite e a pagamentomostrandoci tutte le applicazioni che abbiamo in precedenza acquistato e che al momento non sono installate sul nostro dispositivo (cosa che ormai il Play Store non fa più da tempo, e che tutti noi auspichiamo torni a fare).
  • Play Store app link cleanup: rimuove tutti i caratteri che non ci servono dall’URL della nostra applicazione, lasciandoci nella barra dell’indirizzo solamente il link diretto con il package che stiamo valutando.
  • Android Developer Console: aggiunge, sotto il menu che troviamo cliccando sulla rotellina in alto a destra, una voce My Developer Console che ci porterà al nostro spazio di pubblicazione delle app (se ne abbiamo uno).
  • GooglePlayPermission: questo script si occupa di accodare ai risultati delle nostre ricerche tutte le spiegazioni dei permessi richiesti dall’applicazione nel Manifest, classificandoli in base alla pericolosità e permettendoci di nascondere provvisoriamente le applicazioni che non ci interessano tramite un click sull’elenco delle permission.

Come abbiamo visto, l’installazione e l’utilizzo di questi componenti è semplice ed immediato: voi quali state utilizzando? Se volete segnalarcene altri, lasciateci un commento.