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Nuove API di Google Drive: risposta alle Dropbox Sync?

Roberto Orgiu -

 

Quasi due mesi fa abbiamo visto debuttare le Sync API di Dropbox ma, almeno fino ad oggi, Google è rimasta silente, ribattendo infine con una tiepida contromossa: nella nuova versione delle API di Drive è stata infatti aggiunta un’interessante funzionalità che non va però a garantire la stessa sincronizzazione che ci propone invece la scatola azzurra.

Come possiamo vedere dall’immagine di testa, agli sviluppatori viene data la possibilità di utilizzare il nostro account cloud per memorizzare dati di grosse dimensioni (le API per il backup si occupano infatti di file dell’ordine di grandezza di 1-2 MB) e renderli invisibili all’utente stesso e alle altre applicazioni; all’utilizzatore è però permesso vedere quanto spazio è occupato e cancellare il backup.

La parte interessante è la possibilità di cercare tra le informazioni memorizzate nell’apposita cartella di Drive e renderle private, un po’ come avviene con le SharedPreference e la loro visibilità. La feature implementata è stata suddivisa da Google in due piccole guide, una riguardante più generalmente la cartella che conterrà e proteggerà i nostri file (denominata appdata) e la seconda che si occupa invece di spiegarci molto brevemente le proprietà che possiamo assegnare ai singoli file.

Se volete iniziare a familiarizzare con questa tecnologia, potete fare un salto ai link del paragrafo precedente e, nel caso aveste problemi, il suggerimento di Google è quello di rivolgersi al noto StackOverflow. (perché non a groups?)

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