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Facebook Home: il nuovo launcher Android che mette le persone prima delle app

Nicola Ligas -

Un Mark Zuckerberg dotato dell’espressività di Kristen Stewart, ma anche della parlantina di un oratore navigato, ha dettato i ritmi di una presentazione durata quasi un’ora, intervallata solo dai CEO di HTC e AT&T, e che ha visto sul palco vari esponenti di Facebook.

Home è la parola chiave della serata, ovvero il launcher che andrà a riscrivere il modo in cui usiamo uno smartphone, non più incentrato sulle app ma sulle persone. Si è parlato solo di Android, in quanto sistema open-source e quindi prediletto per un tipo di modifica come questo, ma in alcune slide iniziali sono comparsi anche iOS e Windows Phone. Zuckerberg non ha detto nulla in merito, ma è chiaro che Facebook non combatte una guerra partigiana per Android (i rapporti con Google non sono certo così rosei): semplicemente è stato più facile fare il primo passo sul robottino verde, ma è chiaro che volendo puntare alla massima diffusione (questo è il motivo per chi Facebook non ha realizzato un suo telefono, perché non vuole essere su un modello specifico ma su quanti più possibile) la base di utenti iPhone non può essere ignorata (anche se saremmo molto curiosi di vedere se e quale soluzione riusciranno ad inventarsi).

Tralasciando queste considerazioni, come si presenta Facebook Phone? In parole povere come una home (di Facebook) a scorrimento orizzontale (tramite swipe), che si aggiornerà in background (abbiamo sentito un brivido quando è stata pronunciata questa frase) per mostrarci sempre le ultime notifiche sulle attività di tutti i nostri amici. Dimenticate il concetto di lock screen e home screen: saranno entrambi soppiantati da Cover Feed, ovvero da questo flusso costante di contenuti rigorosamente social, con immagini grandi a tutto schermo, che potremo ingrandire con un singolo tap e sulle quali fare “mi piace” con due tocchi.

Dobbiamo fare i complimenti a Facebook per come sembra aver realizzato un’esperienza di messaggistica (SMS inclusi) molto ben integrata e trasparente, con una grafica che non è legata al tipo di servizio, ma che privilegia appunto la comunicazione. Tutto questo è possibile grazie a Chat Heads, un nome che per chi è abituato allo slang americano si presta a molteplici storpiature (e che infatti un po’ ci stupisce sia stato scelto): i contatti che vorranno interagire con noi saranno infatti visualizzati come dei piccoli cerchi fluttuanti, che potremo spostare a piacimento per lo schermo al di sopra di qualsiasi altro contenuto. Cliccandoci sopra avvieremo la chat, mentre con uno swipe potremo rimpicciolire il tutto o eliminare la testa (anche più di una alla volta, se necessario). La cosa interessante è che le “teste parlanti” non sono associate ad una singola applicazione: non importa che sia un SMS, un messaggio di chat, un aggiornamento di stato, o che altro; nella logica di Facebook le persone vengono prima, quindi anche le notifiche sono divise per persona, piuttosto che per applicazione.

Le app saranno pure di secondo piano, ma un app drawer esiste comunque: tramite uno swipe up avrete subito a portata di mano le vostre preferite, ma c’è anche una schermata che le contiene tutte dalla quale potrete facilmente spostarle.

Per convincere anche gli utenti più scettici inoltre, Facebook promette che questo è solo l’inizio, e la sua Home riceverà aggiornamenti regolari ogni mese, per migliorarne l’esperienza d’uso e tenerla sempre al passo dei suoi utenti. L’app sarà però, almeno inizialmente, disponibile solo per Ice Cream Sandwich e versioni successive.

Prima di lasciarvi ad alcuni video e ai molti screenshot che abbiamo realizzato, c’è un’ultima puntualizzazione da fare, che non è stata detta durante la presentazione, ma che hanno riportato i colleghi di The Verge. Al momento del suo debutto, il 12 aprile prossimo, Facebook Home sarà più o meno come ve l’abbiamo descritto, ma in futuro, tra i contenuti di Cover Feed, ci sarà anche la pubblicità. Zuckerberg descrive gli avvisi pubblicitari nella sua home semplicemente come “un altro tipo di contenuto“, che però, a differenza di quanto fa Amazon, non sarà probabilmente removibile.

È difficile dire così su due piedi se l’idea di Facebook avrà successo: dei buoni spunti effettivamente ci sono, particolarmente sulla parte di messaggistica, ma abbiamo anche già visto che Google sta indagando in tal senso (e speriamo arrivi a breve con una soluzione in merito). Da una parte è giustissimo che un social network metta al centro le persone, dall’altra è vero anche che uno smartphone non è solo uno strumento social, ma anche di lavoro, intrattenimento, produttività e tanto altro: se il tuo scopo è davvero quello di essere universale ed ubiquo, sovvertire completamente una paradigma che per forza di cose è basato sulle app è forse un azzardo troppo grande, anche per uno che si chiama Mark Zuckerberg.

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