OUYA: hands-on della versione definitiva

Lorenzo Delli -

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Sono circa 50000 i fortunati “finanziatori” di OUYA, la prima console “Android & Tegra powered” nata da un progetto su Kickstarter, che per primi riusciranno a mettere le mani sull’ambizioso progetto. I “non backer” non potranno averla fino a giugno (come! Non siete ancora andati a dare un’occhiata su amazon.it? Correte!) ma, com’era ovvio, arrivano già i primi hands-on. Sono i colleghi di Engadget ad offrirci oggi una panoramica hardware/software sulla console, donandoci una ricca galleria fotografica della piccola console e del suo più grande compagno di giochi, il controller bluetooth wireless.

Dalle prime impressioni, il gamepad sembra davvero solido in mano, dotato di una buona presa e di materiali che non sembrano economici; sia i pulsanti che gli stick analogici funzionano appropriatamente e sono ottimamente manovrabili. L’unico problema, a detta dei colleghi, riguarda i pulsanti così detti “trigger“, che sono completamente opposti, sia per manovrabilità che per materiali, rispetto al resto del controller.

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La parte frontale e posteriore centrale si può rimuovere in un blocco unico, ed è la locazione dove trovano alloggiamento due batterie stilo. A quanto pare in futuro potrebbe essere possibile acquistare delle mascherine personalizzabili. Il controller è comunque un ottima aggiunta alla console: in quanto controller bluetooth può essere infatti utilizzato con qualsivoglia dispositivo dotato di ricevitore bluetooth. D’altro canto, è anche possibile sfruttare qualsiasi controller wireless che usi la connessione bluetooth, come quello Sony (DualShock 3) o quello Microsoft (solo che dovrete occupare l’ingresso USB con l’accessorio del controller), per giocare con OUYA.

La console invece è incredibilmente piccola: metà delle dimensioni del gamepad praticamente! E’ però, come l’hanno definita i colleghi, molto “densa“: si tratta in sostanza di una piccola ma pesante scatolina, pensate intenzionalmente in tal modo anche per sorreggere tutti i cavi che andremo ad inserirci. Incredibilmente silenziosa inoltre, senza nessun disco all’interno e con una piccola ventola che raramente si accende per mandare via la polvere. L’alluminio satinato di cui è composta la scocca esterna ne aumenta il valore e lo rendono un oggetto visivamente perfetto.

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L’interfaccia grafica del software di OUYA invece sembra un po’ scarna, solo quattro sottomenù: Play, Discover, Make e Manage. Dal menù Manage si ha accesso a tutti quei settaggi tipici di Android, nella grafica tipica di Android, che sarà sostituita forse in futuro da un’interfaccia personalizzata dalla società. In Play troveremo tutte le nostre applicazioni e i giochi, ed essenzialmente una sorta di file manager.

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Discover è forse il sottomenù più interessante: è praticamente il “luogo” dove troveremo i contenuti acquistabili. Non solo permette di vedere gli elementi organizzati per categoria e anche i giochi “featured“, ma mette in luce anche i giochi più recenti in modo che possano piano piano costruirsi la loro strada verso la gloria: un modo per gli sviluppatori di mettere in luce le loro creazioni insomma.

Peccato però che vi sia un problema di lag tra OUYA e il controller stesso, sia nella UI che in alcuni giochi, e più di un giornalista se ne è lamentato. Nulla di impossibile da risolvere ovviamente, visto e considerato che da qui a giugno c’è tempo per rimediare a questi problemi con aggiornamenti sofware. Il giudizio dei colleghi è comunque più che positivo e siamo sicuri, come loro, che da qui a giugno OUYA potrebbe diventare una solida realtà nel panorama del gaming Android. A seguire galleria di foto della console.

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