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Steve Kondik conferma la CyanogenMod per Galaxy S4 (almeno per la variante Snapdragon) e lascia Samsung

Nicola Ligas

Dopo l’altalena della scorsa settimana circa il rapporto del Galaxy S4 con CyanogenMod (e non solo), a mettere per adesso una pietra sopra ogni possibile pettegolezzo è Steve Kondik in persona, “fondatore” del celebre custom firmware, che esordisce con “I got to spend some quality time with the S4 (final hardware) before I left Samsung“. Alcuni di voi infatti ricorderanno che Kondik era stato assunto da Samsung nell’agosto di un paio di anni fa, ma a quanto pare il rapporto tra i due si è interrotto, senza però alcuno strascico polemico, almeno da parte sua e almeno per il momento.

Kondik spiega infatti di aver provato a lungo la versione definitiva del nuovo modello di punta Samsung, e lo definisce una scelta ovvia per chi voglia abbandonare il Galaxy S II, e “meno urgente” per chi abbia invece un GS3. È solo in chiusura però che viene buttata lì quasi per caso la frase che tutti stavano aspettando: “dato che  alimentato dallo Snapdragon, CM dovrebbe girare alla perfezione“. Il SoC di Qualcomm per la verità non era mai stato oggetto del contendere, considerando anche che ormai è a bordo praticamente di ogni top di gamma del 2013; questo non chiarisce quindi la posizione di CyanogenMod nei riguardi dell’Exynos, vera pietra dello scandalo, ma ragionando un po’ egoisticamente, dato che anche in Italia sarà disponibile la versione del GS4 con Snapdragon 600, possiamo per il momento rinviare l’argomento senza troppi patemi.

Steve Kondik spende comunque diverse parole per parlare anche del telefono in sé, in quella che è una sorta di mini-review. Scopriamo così che sebbene il design sia sempre lo stesso, in mano lo smartphone dona un senso di maggiore solidità rispetto a S3. Dal punto di vista delle specifiche inoltre “(it) blows the competition out of the water“, grazie anche ad una serie di funzionalità uniche dal grande potenziale (sempre che Samsung rilasci delle API), come ad esempio il touchscreen che si accorge se avviciniamo il dito senza toccarlo, e l’IR blaster. Il GPS sembra inoltre il migliore di sempre su un dispositivo Samsung e anche il comparto fotografico è eccellente.

Forse ancor più inaspettatamente, giungono lodi anche per la TouchWiz, diventata un po’ più consistente in questa sua ultima incarnazione: non ci sono più “discordanze stridenti” in parti differenti dell’OS, ed è stata resa un po’ più luminosa e con un feeling pulito e “piatto”. Sfortunatamente (ed era questo uno degli aspetti che avevano convinto di meno anche noi), la UI presenta un sistema di tab in stile Froyo, che definiremmo un autentico pugno nell’occhio, soprattutto per chi è abituato alla moderna grafica in tema Holo. Kondik si lamenta inoltre dell’eccessivo uso di popup e delle tantissime finestrelle “Loading…”.

Le funzionalità “hover (quelle già accennate prima, in cui non dobbiamo toccare lo schermo per interagirvi) sembrano comunque convincere particolarmente il papà di CM (e per la verità intrigavano anche il sottoscritto già dai tempi di Xperia Sole, se propriamente implementate): ad esempio puntando ad una email vedremo una preview del messaggio stesso. Sempre gradito infine il multi-window, e l’app per la fotocamera è migliorata con preview live degli effetti di postprocessing. Nota critica invece per Smart Scroll, ovvero la possibilità di scorrere il contenuto dello schermo con lo sguardo, che ha “irritato” a tal punto Kondik da spingerlo a disabilitarla.

E questo conclude la “recensione” del Galaxy S4 del fondatore di CM. In un prossimo futuro diremo la nostra in merito.

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