Celle solari per smartphone e tablet

Dalle celle solari di nuova generazione energia “wireless” per smartphone e tablet?

Andrea Bordin -

Autonomia, batterie, risparmio energetico: che la questione “durata” dei nostri device sia importantissima lo dimostrano i continui sforzi dei produttori per realizzare processori e altri componenti sempre meno “avidi” di batteria, ma sappiamo bene che per contro le esigenze energetiche dei nostri dispositivi continuano a crescere (schermi sempre più ampi, numero di applicazioni contemporanee in esecuzione in aumento costante, etc.); tutto questo ci porta a dover mettere in ricarica i vari smartphone e tablet (salvo rare eccezioni) a fine giornata, e in alcuni casi addirittura prima.

Alta Devices sta lavorando ad una tecnologia per permettere ai nostri device di utilizzare il sole, o comunque altre fonti di luce per la ricarica elettrica e fin qui non sembra niente di nuovo. Chiunque abbia provato ad utilizzare celle solari portatili sa bene che la quantità di energia immagazzinabile in diverse ore è veramente bassa.

Per questo motivo si rende necessario utilizzare dei metodi che ottimizzino la quantità di energia assorbibile; Alta Devices ha deciso di percorrere la via dell’impiego di Arseniuro di gallio, attualmente utilizzato ad esempio per celle solari installate in mezzi operanti al di fuori del nostro pianeta, come satelliti e mezzi spaziali. La difficoltà nell’utilizzare questo materiale su oggetti come smartphone e tablet sembra ora risolta grazie alla sintetizzazione su una pellicola sottilissima (1 micron).

Microfilm celle solari

E’ stato realizzato un prototipo, che consiste nel coperchio di una batteria (con pellicola integrata ovviamente) di un Samsung Galaxy (il modello non è stato specificato), che può produrre al massimo 1,5 watt; se preferite dei dati più “masticabili” possiamo dirvi che per una ricarica, con il solo ausilio dell’energia solare il tempo è di tre volte tanto rispetto alla carica da muro, oppure che un dieci minuti di ricarica solare (alle migliori condizioni) vi donerà l’autonomia necessaria ad un’ora di telefonate.

Sembra tutto molto bello, ma abbiamo il dubbio che non sarà nemmeno questa la svolta tecnologica per le autonomie dei nostri dispositivi, innanzitutto le tempistiche di esempio fornite precedentemente sono calcolate tenendo conto delle condizioni solari e di esposizione migliori; ma nell’utilizzo pratico vi vedete a lasciare il vostro smartphone al sole di una cocente estate per diverse ore (sempre che non esploda prima) per poi riprenderlo in mano bollente? Oppure, in altre condizioni non così “calorose” dovete comunque tener conto che dovrete lasciare il dispositivo a faccia in giù, proprio perché la pellicola solare è nella back cover, il che potrebbe risultare scomodo.

Insomma, sulla carta appare tutto molto interessante, e probabilmente il suo risvolto pratico avrà dei benefici; la paura è che siano di entità tale da non farci accorgere che ci sono, come nel caso delle ricariche veloci in cui molti utenti avevano questa tecnologia ma non si erano accorti delle migliorie. Secondo voi la ricarica solare sfonderà oppure sarà solo un blando aiuto alle batterie dei nostri device?

Fonte: Fonte