Google Glass – ecco come ritroveremo le persone tra la folla

Francesco Rochira

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Tra qualche anno, le future generazioni non dovranno usare più le dita per utilizzare i dispositivi mobili, basterà solo pensare a cosa fare e si potrà chiamare qualcuno o scrivergli un messaggio sulla sua bacheca virtuale, cercare informazioni on line, prenotare un hotel, un volo o un ristorante.

Ovviamente questa è una nostra fantasia, ma le innovazioni tecnologiche di massa cambiano il modo di vivere delle persone comuni, e non è detto che sia sempre una cosa positiva.

Più ci avviciniamo alla data di rilascio del prodotto e più si vedono video divertenti, newsarticoli che mostrano nuovi e impressionanti possibili utilizzi di questa futura tecnologia.

Ed eccoci qui, appunto, a raccontarvi l’ennesima possibilità offerta dal pioniere dei futuri dispositivi mobili per la comunicazione, Google Glass.

La scorsa settimana a Jekyll Island in Georgia si è tenuta la conferenza tecnologica HotMobile alla quale erano presenti gli scienziati dell’Università del Sud Carolina in Columbia, e dell’Università di Durham della Carolina del nord, nella quale è stata presentata un’applicazione per l’heads-up display chiamata InSight (finanziata in parte da Google stessa).

Gli scienziati coinvolti nel progetto, affermano che in un luogo affollato il riconoscimento facciale non funzionerebbe perché la persona che si sta cercando dovrebbe guardare dritto alla telecamera. Ecco quindi che quest’applicazione per identificare le persone in un luogo affollato, usa un ‘fashion-profile‘ (profilo di moda) conosciuto come Spatiogram. Questo profilo viene creato analizzando la distribuzione spaziale dei colori, i modelli degli abiti, i gioielli, le spille, gli occhiali, etc… dalle foto scattate al target di riferimento (preferibilmente un amico)  grazie all’applicazione per smartphone associata. Una volta riconosciuta la persona, InSight sovrappone il nome nel visore del dispositivo. E’ possibile che possa prendere anche altre informazioni dai social network.

Quindi, tutti coloro che perderanno i propri amici in un posto affollato non faranno più difficoltà a ritrovarli.  Per i patiti del genere ci saranno, forse, degli sparatutto a Realtà Aumenta che sfrutteranno questo tipo di riconoscimento per coinvolgere il giocatore come mai finora.  Ma a parte questi utilizzi divertenti, si spera che InSight possa essere utilizzato per scopi più importanti come aiutare le persone affette da cecità parziale o totale a riconoscere le persone che conoscono.

Aspettiamo con impazienza il giorno in cui potremo cimentarci con questi occhiali che, ormai lo immaginiamo tutti, cambieranno il mondo.

Secondo voi, quali saranno i veri limiti e le implicazioni sociali di questa nuova tecnologia?

 

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