Mettiamo il turbo a Chrome con SPDY

Giuseppe Tripodi -

 

turbo

Anche se il font di Turbo potrebbe ingannare, no, non stiamo per spiegare come fare l’hadoken con il  nostro smartphone, ma qualcosa di (quasi) altrettanto interessante.

Partiamo da lontano: alzi la mano chi conosce SPDY: si tratta di un protocollo sviluppato da Google per veicolare l’HTTP e ridurre il tempo di caricamento e la latenza delle pagine web. Cosa c’entra con Chrome? Secondo quanto sostenuto da François Beaufort su Google+ e confermato dal codice di Chromium, nelle prossime versioni del celebre browser per Android sarà possibile attivare una funzione che farà caricare il contenuto delle pagine web su dei server proxy di Google per poi rimandarle compresse sui nostri smartphone: praticamente come fa Opera con la sua funzione Turbo.

Il risultato di quest’operazione si concretizzerebbe in un minore consumo di megabyte durante la navigazione. Ma veniamo alle note interessanti, ovvero che già da adesso è possibile abilitare questa funzione con dei semplici comandi da terminale:

adb shell 'echo "chrome --enable-spdy-proxy-auth" >
/data/local/tmp/content-shell-command-line'

o, se preferite, direttamente dal terminale del telefono, dopo aver avviato una shell con permessi di root:

echo "chrome --enable-spdy-proxy-auth" >
/data/local/tmp/content-shell-command-line

Noi lo stiamo testando, ma non abbiamo ancora dati sensibili per poter verificare se e quanto funzioni: se decidete di abilitarlo anche voi, fateci sapere le vostre impressioni nei commenti.