Galaxy-Note-battery deep sleep bug

Galaxy Note N7000 e l’autonomia: problemi e soluzioni

Emanuele Manili -

Se siete fra i milioni di possessori del primo Galaxy Note, con tutta probabilità avete notato un anomalo consumo della batteria, soprattutto passando da Gingerbread ad Ice Cream Sandwich. Scandagliando la rete – nella speranza di fare luce sul misfatto – ci si imbatte in guide, tutorial e richieste di aiuto sui forum che spesso sfociano in veri e propri “flame”, che assomigliano tanto a quei circoli per alcolisti anonimi, dove ognuno sfoga la propria frustrazione in materia di autonomia. Vi sembra esagerato? Se conoscete – anche in minima parte – il problema che ci apprestiamo ad analizzare, capirete che non lo è. Ma facciamo un passo indietro.

Luglio 2012

Dopo circa 7 mesi dalla presentazione di ICS, ecco che finalmente approda anche sui Galaxy Note italiani Android nella sua versione 4.0.3. Il nuovo firmware porta molte novità a livello software, ma  – come purtroppo accade spesso – emergono anche nuovi bug. Per chi possedeva un Galaxy Note da prima di quella data, il passaggio da GB a ICS è stato quanto meno traumatico. Dopo il corposo aggiornamento, le performance della batteria hanno subito un crollo vertiginoso. Immediatamente, o dopo poche settimane di utilizzo, il nuovo firmware mostrava pesanti anomalie nella gestione delle risorse energetiche. Dalle 14/20 ore in media (con un’utilizzo standard) di autonomia garantite con Gingerbread, con ICS ci si riduceva a coprirne circa 9, con punte di solo 3 o 4 ore in caso di utilizzo medio-alto.
Messico, Polonia, Germania, Europa, Spagna: non aveva importanza il tipo di build che si installava, il problema sembrava persistere. Non è stato semplice individuare le cause e le possibili soluzioni, ma ci siamo riusciti ed ora vi raccontiamo come abbiamo risolto.

NOTA: i provvedimenti presi traggono spunto da una serie di problematiche riscontrate sul Samsung Galaxy Note N7000, ma sono validissimi su qualsiasi dispositivo presenti anomalie analoghe.

Verifiche e cause

Per determinare i processi problematici legati ai consumi elevati della batteria (impedendo al device di entrare nello stato di Deep Sleep, ovvero lo stand-by “puro”) abbiamo seguito questa strada: Si installa CPU Spy – una utilità gratuita scaricabarile dal Google Play Store. CPU Spy ci permette di visualizzare la durata (in tempo) dei vari stati della CPU. Quando un telefono Android è “a riposo” (cioè non esegue alcuna attività) lo stato della CPU deve essere quello di Deep Sleep (per garantire il massimo risparmio energetico). Purtroppo molte applicazioni sono scritte male o generano dei conflitti, impedendo il Deep Sleep della CPU.

cpuspy

In una situazione funzionale normale, dopo una notte sul comodino senza svolgere attività, il tempo del Deep Sleep della CPU (indicato da CPU Spy) deve essere compreso tra il 90% e il 95%. Può esserci poca attività a 200 o 500 mhz, ma deve essere individuabile in percentuali modeste, inferiori al 5%. Percentuali più basse di Deep Sleep e più alte degli altri stati, evidenziano di per sé un comportamento anomalo. Qualche app o processo in pratica sta impedendo alla CPU di entrare nello stato di sonno profondo. Per valutare i dati di CPU Spy, come detto occorre installarlo, caricare il telefono completamente e quindi scollegarlo dal caricabatteria. Chiudere tutte le app aperte, disattivare il WIFI e  lasciare il Note sul comodino per tutta la notte. La mattina aprire CPU Spy e consultare il grafico. Se i dati di lettura sono di un 90% (e più) di Deep Sleep, il comportamento del terminale è normale. Se non è così avete trovato il problema. Il tutto può essere ripetuto la sera dopo, con il WI-FI attivato, per avere un riferimento. Nel nostro caso questo secondo passaggio – fatto per puro caso – ha evidenziato un altro grande problema del dispositivo: il Note (almeno con ICS) consuma più del dovuto con il WIFI acceso, anche se non è connesso e se non avviene traffico dati. Esiste un ulteriore modo per avere maggiori dettagli su chi e cosa impedisce il sonno della CPU, o almeno può fornire qualche traccia operativa, scaricando l’ app Battery Status. Si tratta di una utilità potente e non di facile lettura per neofiti; diciamo che la voce importante è “Partial Wakelocks since unplugged” che evidenzia le app che hanno impedito il sonno profondo. normale

Quello che conta è non valutare il grafico dalla lunghezza della barra, ma leggere il tempo totale (scritto al di sopra della barra) nel quale la data app è rimasta attiva, impedendo il Deep Sleep. La logica è che, mentre è normale che una app – per tempi contenuti – impedisca (lavorando) il sonno della CPU, lo stato anomalo è quando un processo tiene la CPU attiva per tempi lunghi.

errore

In questo caso – ad esempio – su 1 giorno di accensione del terminale, per ben 5h e 43 il terminale non è andato in Deep Sleep, come segnala il processo “fuel alerted”!

Un esempio della scarsa autonomia con firmware 4.0.3 e connessione esclusivamente WiFi.

Le soluzioni

Deep Sleep Bug

Se tramite le verifiche che vi abbiamo proposto vi accorgete che il vostro dispositivo non va adeguatamente in deep sleep, ecco come potete risolvere:

– Andate in Impostazioni> Suoni e togliete la spunta dalle voci Suono blocca schermo e Suono selezione;
– Attivate la modalità Aereo;
– Spegnete il device;
– Togliete la batteria per 10 secondi, o anche più per sicurezza;
– Riccendete il device;
– Attendete il caricamento completo;
– Togliete la modalità Aereo

La procedura è sicuramente antipatica e laboriosa, ma è purtroppo l’unico workaround scovato fin’ora.
Occorre anche dire che spesso è sufficiente limitarsi a questi tre passi:

– Spegnere il device;
– Togliere la batteria per 10 secondi, o anche più per sicurezza;
– Riccendere il device;

In ogni caso, se la procedura non dovesse portare risultati, consigliamo di ripeterla più volte fino alla scomparsa del problema. Il rischio è basso, ma ovviamente non garantiamo l’incolumità del dispositivo e/o della batteria. Un’ulteriore accortezza è quella di avere cura di scollegare il Note dal caricabatterie SEMPRE a schermo acceso e sbloccato. Diverse ricerche online ed una lunga esperienza diretta ci hanno insegnato il valore di questo espediente; a quanto pare scollegare il dispositivo in questione a schermo spento innesca il Deep Sleep bug, impedendo nelle (poche…) ore a seguire il corretto “riposo” della CPU, con le conseguenze che ben conosciamo.

Wi-Fi bug

Per questo problema, purtroppo, non esiste una vera soluzione. Tutte le build (della versione 4.0.3) provate erano affette da un consumo energetico esagerato da parte del modulo WiFi. L’unico consiglio che ci sentiamo di darvi è di mantenere il dispositivo in connessione dati 3G, e sfruttare il WiFi solo in caso di traffico dati pesante, come installazione/aggiornamento di applicazioni, spostamento di file con programmi come AirDroid, ecc…
Sembra assurdo, ma noterete un’autonomia nettamente maggiore sotto rete 3G piuttosto che  WiFi.

Batteria non equilibrata o esaurita

Da non escludere l’ipotesi di avere dei problemi “fisici” attribuibili direttamente alla batteria. Le batterie montate nei nostri smartphone hanno un numero fisso di cicli di carica/scarica (solitamente intorno ai 5000). Nonostante questo, per tutta una serie di cause, le batterie possono essere danneggiate in maniera temporanea o permanente già prima di esaurire i cicli. A tale proposito vi invitiamo a prendere visione del thread – molto dettagliato – presente sul nostro forum e che potrà aiutarvi a comprendere al meglio la materia e risolvere la situazione.
Consigliamo inoltre di mettere sempre il dispositivo in carica da spento, attendere il completo caricamento, accenderlo ed attendere qualche minuto (necessario al caricamento di tutti i contenuti) prima di scollegare il cavetto; allungherà la vita della batteria e aiuterà a mantenerne le prestazioni.
Se poi la vostra batteria “non ne può davvero più”, forse è il caso di investire quella quarantina di euro per sostituirla e donare nuovo vigore allo smartphone.

Aumentare l’autonomia

Un ultimo passo per avvicinarci all’ottimizzazione massima in termini di autonomia può essere fatto installando un’applicazione ad-hoc.
Stiamo parlando nello specifico di Deep Sleep Battery Saver, un’app già segnalata un mese fa sulle nostre pagine e che si presenta tanto basilare quanto efficace.
Il funzionamento è semplice: l’app si occupa di disattivare tutti i servizi del telefono (ad eccezione di quelli radio), intervallando con un periodo di pochi minuti nei quali tutte le connessioni vengono riattivate, permettendo la sincronizzazione dei contenuti e la ricezione delle eventuali notifiche.
Ovviamente nessuno vieta l’utilizzo di applicazioni affini – come il blasonato e più completo Juice Defender – ma l’esperienza con DS Battery Saver è stata estremamente positiva a fronte di risultati eccellenti, e quindi ve la consigliamo assolutamente.

Infine vogliamo fare presente che, con Android 4.0.4, Samsung pare sia riuscita a risolvere (almeno in parte) i problemi descritti fin’ora. Da quando l’abbiamo adottata infatti, sembra non esserci più ombra del Deep Sleep Bug, mentre persiste (purtroppo) il consumo sopra la media del modulo WiFi. Vi consigliamo pertanto di passare il prima possibile a questa ultima versione di ICS.
Se avete letto attentamente questo “prontuario” che abbiamo redatto, e avrete cura di rispettare i suggerimenti riportati, potrete finalmente ottenere dei risultati simili ai seguenti anche sui vostri Galaxy Note con Ice Cream Sandwich (ma non solo, ribadiamo):

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Riuscirà Samsung a regalarci un Jelly Bean, in fase di rilascio, bug free? Il Note, in fondo, se lo merita eccome.

Articolo ideato e realizzato da Emanuele Manili e Francesco Fumelli

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