battery guru

Qualcomm rilascia nel Play Store BatteryGuru, per aumentare l’autonomia degli Snapdragon

Nicola Ligas

È da ieri sera che stiamo provando BatteryGuru nella speranza di darvi qualche impressione diretta, ma l’app ha giustamente bisogno del suo tempo per rendersi efficace, e sebbene per ora nutriamo qualche scetticismo a riguardo, essendo gratuita e di provenienza illustre non potevamo esimerci dal segnalarvela.

L’app si prende un certo tempo di apprendimento per imparare il nostro stile di vita, quando usiamo certe app e quando non ne abbiamo bisogno, e in base a questo gestirà le attività in background. È inoltre in grado di riconoscere quali sono le reti Wi-Fi a cui ci colleghiamo abitualmente, disattivando automaticamente la rete wireless quando non siamo entro il loro raggio d’azione. Inoltre, se vogliamo, verranno disattivati tutti i refresh delle app durante periodi di lunga inattività.

Potremo comunque alterare questo comportamento agendo sulla singola applicazione, per ciascuna delle quali avremo tre opzioni:

  • refresh basato su quando la usiamo: sarebbe la scelta “intelligente” e automatica, quella che in pratica lascia che sia BatteryGuru a decidere
  • refresh libero: l’app può fare quel che vuole quando vuole, come se BatteryGuru non fosse installato
  • refresh all’apertura: senz’altro l’opzione più restrittiva delle tre, adatta per quelle app che vogliamo si colleghino alla rete solo quando le stiamo usando

Il principio in teoria potrebbe non essere malvagio, solo due cose ci lasciano perplessi: imparare dalle nostre abitudini può essere un bene, ma cosa succede se non siamo persone regolari o se per qualche motivo queste cambiassero bruscamente? Inoltre l’elenco delle app che ci viene proposto non è esaustivo: abbiamo ad esempio Chrome Beta ma non Chrome (difficile davvero capirne il perché), e altre applicazioni che ci aspetteremmo di trovare sono assenti.

Al momento comunque BatteryGuru è ancora in fase di apprendimento, quindi non possiamo ancora esprimerci personalmente al riguardo. Scaricatelo, provatelo e incrociamo tutti le dita sperando che Qualcomm sappia cosa fare, confidando che la dicitura “beta” sia lì giusto per scaramanzia. Ovviamente l’app è compatibile solo con i SoC a suo marchio, questo ci sembrava scontato.

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Via: Via
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