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Koushik Dutta al lavoro su un nuovo superuser: imminente la prima beta

Nicola Ligas -

Koushik Dutta appare davvero instancabile ultimamente e sembra voler mettere la sua firma su tutte le principali attività correlate all’utilizzo dei permessi di root, dalla gestione delle ROM agli aggiornamenti, passando per backup e sincronizzazione dei dati, fino ad arrivare appunto all’app utilizzata per concedere gli stessi permessi di root.

L’app è per la verità già praticamente pronta e funzionante, mancano solo alcuni aggiustamenti per l’accesso ai log e poco altro. Si parla comunque di circa un giorno di lavoro, dopo di che arriverà la prima beta, quindi aspettatevela già da domani. Per chi volesse i sorgenti sono già disponibili: si tratta infatti di un progetto interamente open-source, e il motivo di questa (e di altre) scelte lasceremo che sia lo stesso Koush a spiegarcelo:

  • Superuser dovrebbe essere open source. È il punto di accesso ai permessi di root sul vostro dispositivo. Deve essere aperto per un’analisi di sicurezza indipendente. L’oscuramento (closed source) non è sicurezza.
  • Superuser dovrebbe essere compilabile tramite l’NDK, senza nessun riferimento interno ad Android.
  • Superuser dovrebbe essere disponibile nell’AOSP per chiunque voglia includerlo nella propria ROM.
  • Manutenzioni e aggiornamenti sia sul market che sui repository coi sorgenti dovrebbero essere puntuali.
  • Voglio essere in grado di indirizzare gli utenti delle mie app verso una soluzione Superuser che ho scritto io e che so che funziona, e che posso sistemare se qualcosa non andasse. Sì, sono egoista: Carbon (backup) non funziona con alcune versioni del Superuser di Chainsdd. SuperSU funziona alla grande, ma non sono a mio agio nell’indirizzare un utente verso un’implementazione closed-source del Superuser.
  • Gestire correttamente il multiutente (4.2+)
  • Gestire correttamente le richieste simultanee di permessi di root

Per quanto ammiriamo Koushik Dutta come sviluppatore, è abbastanza evidente come molte delle sue affermazioni suonino dettate da interessi personali, ed in fondo è lui stesso ad ammetterlo. Tutto il discorso sull’open-source è poi giustissimo in linea di principio, ma lo si potrebbe applicare anche ad altri campi, senza contare che i sorgenti di superuser ci sono. Dei sette punti elencati insomma, il quinto è un po’ quello che centra il nocciolo della questione, almeno a nostro modo di vedere.

Questo non significa certo che ci lamentiamo dell’arrivo di un’alternativa, che anzi salutiamo con gioia, specialmente se sarà gratuita (cosa per altro non confermata). Vi lasciamo quindi con alcuni screenshot su Nexus 4, 7 e 10 in attesa di poter provare a breve la prima beta, alla quale tra l’altro manca anche l’icona, a meno che Koush non decida di uscire con la “trollface” (parola sua).

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