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Dropbox rende possibile la sincronizzazione dei dati delle app anche cross-platform, con le nuove Sync API

Nicola Ligas

Parliamo nuovamente di sincronizzazione dei dati delle nostre app, una funzione che abbiamo richiesto a gran voce e sulla quale la risposta potrebbe giungere da Dropbox prima ancora che da Google. Qualche giorno fa sono infatti stare rilasciate delle nuove API che permettono agli sviluppatori di salvare i dati delle proprie applicazioni su Dropbox in modo da sincronizzarli attraverso più dispositivi (a patto che ci sia appunto Dropbox installato), anche in modo cross-platform. Ad esempio se usassimo una certa applicazione di fotoritocco su iPad e poi installassimo quella stessa app su Android, potremmo subito avere pronte all’uso le immagini che avevamo modificato sul tablet di Apple.

Questo supera in pratica ogni possibile limitazione relativa all’ecosistema in uso, ed offre una soluzione più versatile di iCloud dato che, al contrario di quest’ultimo, Dropbox offre anche un facile accesso ai dati sincronizzati attraverso un file manager o un qualsiasi browser, e consente appunto di sincronizzare (almeno parte dei) dati anche tra OS diversi.

Per ciascuna app viene creata un’opportuna cartella nel nostro spazio sulla nuvola, e in questo modo sarà anche possibile inserire direttamente in essa dei file che vogliamo entrare a far parte della sincronizzazione, aggiungendo ad esempio documenti di testo nella cartella della nostra applicazione office, in modo da ritrovarceli subito sia su smartphone che su tablet.

Le Sync API permettono agli sviluppatori iOS e Android di concentrarsi sugli aspetti essenziali delle loro app e lasciare la complessità del lavoro cross-platform a noi“, ha dichiarato Brian Smith, uno degli ingegneri capo di Dropbox. “Il nostro scopo è far sì che le persone possano accedere alle proprie cose dovunque siano. Non facciamo “gli schizzinosi”, vogliamo che ciò sia possibile indipendentemente dal dispositivo usato”, rincalza, Sean Lynch, product manager dell’azienda.

Grande plauso da parte nostra quindi a Dropbox, e speriamo presto di vedere utilizzate nella pratica queste nuove API, la cui efficacia è direttamente proporzionale al numero di sviluppatori che decideranno di sfruttarle.

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