whatsapp holo mockup (1)

Google ha discusso del tema Holo per WhatsApp mesi fa, ma nessuno ha ascoltato

Nicola Ligas

Abbiamo già avuto modo di discutere ampiamente del futuro di WhatsApp: l’app che moltissimi di noi si sono abituati ad usare gratuitamente negli anni passati sta pian piano staccando la spina del “free to chat” e passando ad una forma di canone annuale. Non ritorneremo ulteriormente su questo fatto, anche perché da un punto di vista monetario c’è ben poco da dire: non è mai stato un mistero che WhatsApp prevedesse una qualche forma di pagamento, magari abbiamo tutti finto di ignorarlo sull’onda dei continui rinnovi gratuiti, ma non possiamo certo dire che la cosa non fosse nota, e non saranno pochi centesimi l’anno il vero problema.

Su cosa vertono dunque le lamentele? Sulla qualità dell’app. Molti sostengono che tanti altri servizi siano migliori (e gratuiti), e sicuramente è anche vero, ma questa non è né la prima né l’ultima volta che “il primo non è per forza il migliore”. Facebook è tecnicamente parlando il miglior social network del creato? Eppure è il più diffuso. L’MP3 è il migliore formato lossy? Eppure è il più diffuso. Android è il miglior OS Mobile? Sì, ed è anche il più diffuso. (L’eccezione che conferma la regola ci voleva per dimostrare la mia tesi.)

Scherzi a parte, WhatsApp ha dalla sua una base di utenti davvero ampia, che comprende non solo quelli del robottino, e questo è indubbiamente il suo principale punto a favore, ma tornando a parlare solo di Android, graficamente potremmo senz’altro chiedere qualcosa di più (e questo senza nemmeno andare ad intaccare il discorso “funzionalità”). Si tratta di un tema molto sentito dalla comunità e del quale anche Google è ben cosciente, tanto che in un episodio di novembre 2012 di Android Design in Action, una video rubrica dedicata agli sviluppatori, si è proprio parlato di come potrebbe essere WhatsApp in tema Holo.

La puntata è dedicata alla messaggistica, e verso metà vengono analizzati alcuni mockup inviati dagli utenti su come potrebbero diventare certe app se seguissero i dettami di design di Android, ed è inutile aggiungere che WhatsApp è subito protagonista. Adam Koch, uno dei tre speaker, da un lato ne loda funzionalità e semplicità, ma dall’altro non esita a definirla carente sul piano grafico, datata, piatta e povera di impatto visivo. Sottolineiamo tutto questo perché non si tratta delle lamentele di un utente arrabbiato, ma delle parole pronunciate serenamente in diretta video da uno sviluppatore riconosciuto. Il tema holo di Whatsapp, inviato da tale Maximilian Salomon, si rivela quindi quantomai accattivante, e mettendolo fianco a fianco con la versione attuale dell’app è evidente quanto le parole di Adam Koch siano veritiere.

Fino ad oggi nessuno ha però ascoltato gli utili suggerimenti in materia grafica, e non è che WhatsApp dovrebbe farlo adesso perché richiede un caone annuale (ci sono tante app a pagamento, meno utili, più care e con design peggiore): WhatsApp dovrebbe aggiornare la sua grafica per “rispetto” ad Android, perché non è un’app di un qualche sviluppatore indipendente che non ha la voglia, il tempo e i mezzi per aggiornare le sue conoscenze. Se WhatsApp è ciò che è oggi lo deve anche ai milioni di utenti del robottino che quotidianamente la utilizzano nel mondo, ed è per ringraziamento a loro ed alla piattaforma che la ospita, che dopo anni sarebbe arrivato finalmente il momento di un po’ di modernità. Certo, anche in questo ambito ci sono illustri eccezioni, e se Facebook ci ha degnati solo recentemente di un’app nativa, e quella di Twitter non è lascia il segno, WhatsApp può senz’altro permettersi di vegetare per altri due anni. O forse no?

Date quindi un’occhiata al video di Android Design in Action (minuto 13:50) e ai successivi mockup, e diteci nei commenti cosa ne pensate.

Grazie a Giuseppe Giacoppo per la segnalazione

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