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HTC avrebbe sottopagato i suoi ingegneri per mesi, ma i nodi stanno venendo al pettine

Nicola Ligas -

È un argomento un po’ spinoso e che non mancherà di far discutere quello che andiamo ad affrontare, soprattutto perché non sono ancora presenti commenti ufficiali in merito (ma non dubitiamo che ce ne saranno). Sembra che lo scorso anno, tra il terzo e il quarto trimestre, HTC sia riuscita a ridurre del 60% le spese del suo reparto ricerca e sviluppo, senza per questo che fossero annunciati licenziamenti di massa. Le possibili e logiche spiegazioni che vengono immediatamente in mente sono due: HTC ha tagliato di netto le proprie ricerche, oppure ha tagliato i salari degli addetti a questo reparto. La verità sta nel mezzo.

Secondo Taiwanese media, un migliaio di questi ingegneri (o più: c’è un po’ di ambiguità sui numeri essatti) sottopagati avrebbero recentemente inviato una lettera di protesta al CEO Peter Chou, avendo lavorato 12 ore al giorno per senso di responsabilità ma senza straordinari pagati.

Da una parte ammiriamo la lealtà di questi lavoratori, che non hanno abbandonato la barca alle prime difficoltà e si sono sacrificati in attesa di tempi migliori, ma ci chiediamo anche quanto a lungo possano andare avanti le cose: se nonostante questo sacrificio HTC versa ancora in pessime acque, quanti altri insuccessi ci vorranno prima che questi ingegneri passino ad Asus, Samsung, e soci? Il successo di M7 e degli altri nuovi modelli diventa quindi sempre più imperativo per il risanamento di un’azienda che potrebbe trovarsi in una situazione peggiore di quella che immaginavamo.

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