Whatsapp a pagamento

Whatsapp a pagamento su Android: 0,78€/anno già da oggi

Emanuele Cisotti -

Gli sviluppatori di Whatsapp non l’avevano mai nascosto e adesso è già in vigore: Whatsapp per Android è diventato a pagamento. Il dazio annuale da corrispondere ai creatori di questa piccola, ma rivoluzionaria, applicazione è di 0,78€ all’anno e i primi fedeli del software stanno già ricevendo le prime notifiche.

Se in questo caso la scadenza fosse ufficialmente fissata al 7 di febbraio, il software al nostro risveglio ci ha impedito di rispondere ai messaggi se non rinnovando il nostro abbonamento annuale. Ricordiamo che il software è gratuito per il download e offre un periodo di prova di alcuni mesi, mesi che sono diventati anni, per chi ha utilizzato Whatsapp fin dagli albori.

Se invece avete scaricato per la prima volta il software su piattaforma iOS al costo di 0,89€, nelle informazioni del vostro account (raggiungibili su Android da Impostazioni > Informazioni account > Informazioni sul pagamento) dovrebbe venire riportata l’indicazione di un account senza limiti di tempo.

02Il pagamento avviene tramite Google Play Store e potrete/dovrete sfruttare una delle carte di credito ad esse associate in precedenza.

Il pagamento avviene due tocchi (nel nostro caso quattro visto che al primo tentativo ha restituito un errore) e la data di scadenza nel vostro account Whtasapp si allungherà esattamente di 365 giorni.

In conclusione un dazio (anche se annuale) molto più che accettabile per un servizio che non ci ha mai deluso, nonostante l’applicativo per Android avrebbe sicuramente bisogno di una “svecchiata”. Ci teniamo poi a riprendere quanto detto in apertura: che Whatsapp per Android prevedesse un canone annuale è sempre stato chiaro fin dall’inizio. I titoli sui giornali generalisti odierni quindi sono quindi decisamente sproporzionati. Certo, è possibile passare ad altre app (es. ChatOn), ma la vera forza di Whatsapp è il bacino d’utenza, che le altre piattaforme non anno. Davvero privarsi di 3/4 di una tazzina di caffé all’anno non vale il servizio?