sonymusicunlimited_1000_large_verge_medium_landscape[1]

Music Unlimited di Sony aumenta la qualità del suo streaming musicale

Nicola Randone -

Per chi non lo conoscesse, Music Unlimited è il servizio di streaming musicale progettato da Sony per dispositivi PlayStation, PSP, Android, Televisioni Bravia e naturalmente PC.

Con l’arrivo di Spotify e Google Music, Music Unlimited ha dovuto rivedere le sue politiche legate alla qualità audio dello streaming sui dispositivi mobili che fino ad ora è stato sempre ridotto ad un misero 48kbps. Da qualche giorno è infatti possibile attivare un’opzione che consente la riproduzione in streaming a 320kbps.

La differenza tra 48 e 320 c’è, e si sente… e ci domandiamo come Sony abbia avuto un mercato tra gli utenti mobile considerata la scarsa qualità audio dei suoi contenuti.

Beh, una spiegazione possiamo provare a darcela, è chiaro che quando si ascolta musica su cellulare è raro trovare qualcuno dotato di cuffie Dr. Dre… spesso si ascolta con auricolari da due soldi o direttamente dall’altoparlante del telefono: 48Kpbs sono un bitrate quasi vicino ad un ascolto decente su periferiche di scarsa qualità, naturalmente in mono. Nel caso in cui colleghiamo il nostro telefono ad un sistema di diffusione esterna, come gli altoparlanti con dock che vanno tanto di moda di questi tempi, un 48kbps è davvero penoso: gli alti friggono e nei bassi non c’è alcun corpo.

C’è una legge di marketing dei fruitori di musica digitale che si basa su una delle più grandi falsità del secolo: l’mp3 a 320kbps è uguale al cd. Seguendo tale regola, i content provider offrono streaming a 320kbps, in questo modo le persone pensano che è come avere il cd, quando in realtà basterebbero 192kbps per godersi un ascolto su diffusori più decenti di un altoparlante da smartphone. Se poi stiamo parlando di audiofilia, qualsiasi esperto in materia ti dirà che il 320kbps è di poco più fedele del 192, ma è pur sempre una porcheria: un algoritmo che taglia frequenze sulla base di criteri di udibilità è affidabile quanto un uomo in cucina, la qualità è già irrimediabilmente compromessa quando da una sorgente non compressa come il cd, passiamo ad un formato compresso, che sia questo AAC, Mp3 o quello che vogliamo.

In conclusione ci sta pure che Sony decida di promuovere il proprio servizio mettendosi in linea con gli altri, sarebbe tuttavia auspicabile che la si smettesse di associare il bitrate di un brano alla sua qualità, forse un giorno i produttori esporteranno la musica dei loro artisti direttamente in mp3, com’è stato a suo tempo col vinile che per sua natura non è in grado di riprodurre certe frequenze, solo allora si potrà dire che tra l’originale e la sua versione compressa, non c’è alcuna differenza.