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HTC Mini, il piccolo dispositivo in bundle col grande Butterfly

Nicola Ligas

Con il continuo aumentare della diagonale degli smartphone, sempre più utenti si ritrovano perplessi a meditare se un 5” (o più) si adatti bene alle loro tasche. Il quesito sta diventando via via sempre meno retorico, e nell’indifferenza generale dei vari produttori che sembrano dediti solo a misurare la loro grandezza nel numero dei pollici, la risposta di HTC è l’unico riscontro positivo in tal senso. Che piaccia o meno.

Prendete ad esempio un modello come il Butterfly, uno dei primi della nuova ondata di smartphone da 5 pollici ad arrivare sul mercato: troppo grande? Dov’è il problema? HTC, in Cina, offre infatti un secondo dispositivo incluso nella confezione di ciascun phablet. Battezzato HTC Mini, non si tratta di un telefono vero e proprio, ma di un device che si accoppia con il Butterfly via NFC, scambiano poi dati tramite Bluetooth. Sarà così possibile rispondere ed effettuare chiamate, visualizzare notifiche, messaggi, appuntamenti, ecc. HTC Mini può inoltre funzionare come telecomando qualora il Butterfly sia collegato ad un televisore oppure per far scattare la fotocamera, ed include anche una funzione di localizzazione del telefono (ma non del Mini!) che farà suonare lo smartphone a comando, anche se ovviamente i due dispositivi non possono stare troppo lontani affinché funzioni, vista la portata limitata del Bluetooth.

L’idea di per sé sinceramente ci sembra quasi più adatta ad un tablet, magari con capacità telefoniche, che non ad uno smartphone: la morale della favola è che ci dovremmo comunque portare sempre appresso due dispositivi, e se è vero che il più ingombrante Butterfly può stare in una borsa mentre il piccolo Mini entrerà in qualsiasi tasca, dall’altra avremo anche due batterie da ricaricare (e la connessione fissa via Bluetooth non è che sia proprio un toccasana), senza contare il fatto che avremo pagato fior di quattrini per un performante modello con un meraviglioso display e ci troveremmo ad usare un piccolo surrogato. Gli inglesi hanno una parola per tutto ciò, che preferiamo ai corrispettivi italiani: gross!

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