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Inizia la beta di Airdroid 2

Nicola Ligas -

Il mese scorso vi avevamo segnalato che Airdroid era alla ricerca di beta-tester per lo sviluppo di una nuova versione della sua app, e quest’oggi abbiamo con piacere ricevuto una email che ci avvertiva della disponibilità di una prima versione di prova. Abbiamo quindi prelevato al volo il file apk e fatto subito un giro di prova.

Una breve occhiata alle impostazioni dell’app è sufficiente ad accorgersi che le differenze sono numerose: anzitutto è stata introdotta una funzione per ritrovare il telefono, che richiede permessi aggiuntivi in grado anche di cancellare tutti i dati sullo stesso; inoltre è stato semplificato il processo di connessione, che non richiederà l’inserimento di password (basterà premere “accetta” sul telefono), e aggiunta l’opzione per l’HTTPS direttamente nell’app su Android. Non dimentichiamoci però che il piatto forte sarà la possibilità di gestire lo smartphone anche quando questo sia sotto rete mobile (Remote Connection Mode) e non collegato alla stessa Wi-Fi del PC: purtroppo questa funzione richiede obbligatoriamente la registrazione al servizio, che al momento sembra non funzionare, quindi non siamo ancora in grado di darvene le prime impressioni, anche se il team di Airdroid ci fornisce alcune indicazioni in merito.

In Remote Connection Mode è possibile trasferire solo file non più grandi di 20 MB ciascuno, e c’è un limite di 1 GB totale gratuito per ogni beta tester: non sappiamo quindi se questa soglia verrà mantenuta anche nella versione definitiva, ma è facile immaginare che ci sarà un dazio da pagare oltre un certo volume di traffico. Inutile dire che i costi di connessione alla rete mobile sono a carico nostro, ma questo era scontato.

Piccole novità si registrano anche sull’interfaccia web, ora interamente tradotta in italiano, dalla quale è possibile effettuare chiamate e accedere alla fotocamera del dispositivo Android, oltre a rintracciare il telefono tramite la funzione cui accennavamo prima (anch’essa richiede autenticazione e pertanto non l’abbiamo potuta provare).

Nonostante la beta sia su invito, il link all’apk è pubblico, ma per rispetto del lavoro degli sviluppatori non ci sentiamo di pubblicarlo e vi invitiamo a richiedere l’iscrizione qualora voleste partecipare alla fase di testing di quello che si candida a diventare il miglior programma per la gestione (veramente) remota del nostro Android. Galleria a seguire dopo lo stacco.