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Google continua il lavoro su Glass: i primi modelli a breve in mano agli sviluppatori

Nicola Ligas

Il nome di Babak Parviz non vi dirà senz’altro niente, sappiate però che si tratta dell’uomo a capo del progetto Google Glass, quindi probabilmente è desinato a diventare via via sempre più popolare nel prossimo futuro. È infatti una sua intervista a IEEE Spectrum a riaccendere l’interesse (mai sopito) per gli occhiali di Mountain View.

La scorsa estate Google aveva promesso (a caro prezzo) di consegnare i primi kit di sviluppo a partire da quest’anno, e Parviz conferma tale impegno: “stiamo costantemente sperimentando e provando a rendere la piattaforma più robusta (sia dal punto di vista hardware che software), in modo da poter mandare i primi modelli agli sviluppatori a breve quest’anno.” Questo fatto non deve però portarvi a credere che il progetto sia prossimo alla conclusione (sono comunque attesi in commercio nel 2014), tanto più che “l’insieme delle funzioni del dispositivo non è ancora ben definito. È ancora in continuo mutamento.

Si parla ovviamente di realtà aumentata (sebbene non sia lo scopo primario) e di integrazione con Google Now, oltre alle capacità fotografiche e “cinematografiche” più volte mostrate in passato, che offrono un punto di vista unico e soggettivo sul mondo, che si presta a molteplici e originali usi (anche troppi, forse). Inoltre, almeno per il momento, non sono previsti annunci pubblicitari tramite gli occhiali, il che in parte ci consola, ma rimaniamo comunque scettici in merito.

Ciò che rende complesso e particolare lo sviluppo di applicativi per Glass, è senz’altro l’interazione con essi: Parviz ha spiegato che Glass è dotato di un touch pad per un rapido input (e ci immaginiamo che anche uno smartphone Android potrà fare altrettanto), ma saranno introdotti anche comandi vocali e gesture da fare con la testa, mentre la possibilità di effettuare e ricevere chiamate non è ancora implementata ma è un work in progress. Google ha in mente di mettere a disposizione delle API cloud-based identiche a quelle già usate per testare le app email e calendar per Glass, che dovrebbero quindi permettere agli sviluppatori di utilizzare i vari metodi di controllo previsti, ben diversi e più complessi di quelli di un comune telefono/tablet.

Anche il risparmio energetico è un punto critico, con la registrazione video a farla da padrona nel prosciugare la batteria: lo scopo è un po’ sempre quello, “arrivare a fine giornata”. Spereremmo anche in qualcosa di più, perché dopo la quotidiana lotta col nostro smartphone non vorremmo trovarci ad avere spesso bisogno di una presa di corrente anche per gli occhiali.

Google Glass potrebbe insomma essere il gadget dell’anno 2014, anche se lo stesso Parviz ha affermato che al momento il business model per Glass è ancora in lavorazione, il che, conoscendo Google, un po’ ci preoccupa.

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