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Editoriale: Amazon, gli eBook e il “lato oscuro” dei beni digitali

Francesco Fumelli -

Questo è il primo Natale nel quale non ho regalato (e neppure ricevuto) un libro “di carta”. Un libro, tra i vari regali, sino ad ora aveva sempre trovato un posto sotto l’albero di Natale. Il fatto è che da quando possiedo un Kindle (2 anni) non riesco più a concepire la lettura (salvo rare e definite eccezioni) di un libro che non sia veicolato in formato digitale. I vantaggi sono innumerevoli e non è questo il contesto per parlarne, anche se la comodità di lettura, la possibilità di leggerlo su qualsiasi device (o quasi) i costi inferiori (anche se in Italia di poco) e la minore occupazione di spazio per lo stoccaggio (argomento sensibile in una casa a librerie strapiene come la mia) sono vantaggi che possono risultare intuitivi per tutti.

Un libro è cultura, è comunicazione, informazione ed emozione. Certamente un libro non è l’equivalente in peso della carta con cui è realizzato. O la sua copertina, sia questa cartonata o economica. Adoro i libri, in ogni loro forma e per questo mi sarebbe piaciuto – per questo Natale – ricevere (e poter regalare) anche libri digitali.

A partire da questa riflessione provo a riassumere i limiti nella attuale gestione degli eBook, immaginando di scrivere ad Amazon (il player più grande in questo settore) la mia “lista dei desideri” per il nuovo anno e per il prossimo Natale. Potremmo chiamare l’articolo  “le 4 domande ad Amazon cui mi piacerebbe avere risposta”. Le domande sono rivolte ad Amazon e centrate sul libro, ma in realtà sarebbero comunque estendibili a tutti i beni digitali.  Per il futuro queste saranno tematiche sempre più importanti.

  1. Perché non si possono regalare (e ricevere in regalo) eBook tramite la piattaforma Amazon? Sarebbe bellissimo vedersi recapitare il libro con una mail “infiorettata” formato regalo, con il libro allegato o inviato direttamente al proprio device. Per favore non mi si risponda che si può sempre “regalare una carta regalo prepagata”. Non è la stessa cosa! Come diverso è regalare un libro o dare ad una persona i 20 euro necessari per andarselo a comprare.
  2. Perché non posso “prestare” un libro che ho regolarmente acquistato? Il prestito dei libri (di carta) esiste da sempre ed è un diritto che discende direttamente dalla piena  proprietà del bene. La piattaforma digitale può rendere il prestito piacevole e divertente. E anche sicuro. Mai più libri prestati che non “tornano a casa”. Con il prestito digitale a scadenza (per 1 mese, 3 mesi o un anno) chi presta si mette al riparo da coloro che (per poca memoria o furbizia intrinseca) non restituiscono i libri prestati. Mancate vendite? Non è detto. Anzi, potrebbe avere un effetto contrario su un pubblico ancora di fatto non abituato alla lettura in digitale.
  3. Perché si mantiene una forma ambigua (o ostile al consumatore) sulle licenze d’uso dei beni digitali acquistati? (non solo per Amazon, ma in generale). Il caso Bruce Willis vs. iTunes ha aperto gli occhi a molti. Ad oggi non è ancora chiaro se l’acquisto dei beni digitali su molte piattaforme equivalga o meno al pieno possesso. E in quale forma, con quale “via di mezzo”. La mia libreria digitale su Amazon ed iTunes può essere ceduta a terzi a carattere oneroso o gratuito? Prestata? Ereditata? Donata? Su questi aspetti temo che la questione sia tutta in mano al legislatore. Non possiamo chiedere alle aziende di risolvere da sole questi aspetti. Occorrerà un ampio e condiviso piano legislativo, almeno a livello europeo. Nonostante questo mi piacerebbe che Amazon chiarisse definitivamente se sono o meno “proprietario” dei contenuti che acquisto presso di loro. E con quali limiti. Da Amazon mi aspetto di più, dato che si fanno vanto (non senza ragione) di essere una azienda con una attenzione al cliente unica.
  4. Perché cara Amazon non decidi di stupirci davvero e supportare il formato ePub? Lo so, esistono decine di metodi per aggirare questo problema. Ma il punto resta. Per dimostrare di essere azienda leader e attenta al consumatore basterebbe aggiungere al Kindle il supporto per il formato ePub. Kindle è già leader indiscusso e il miglior device del genere. Unico motivo per cui alcuni gli preferiscono altri eBook reader è proprio il supporto degli ePub.

Un Kindle – qualunque Kindle – non è un oggetto (non solo) ma è una piattaforma di servizi. Ecco perché (proprio mentre si inizia a parlare dello Smartphone Amazon) è importante stigmatizzare errori – come quello commesso con Kindle Fire e FireHD – che non devono essere ripetuti. I Kindle Fire e Fire HD nel nostro mercato (e credo in Europa in genere) sono oggetti praticamente inutili (si veda la mia recensione qui ). Negli USA questi device sono perfetti. Più che tablet sono ampie finestre su un mercato digitale ricco di contenuti. Film in streaming, TV e radio, magazine e serie TV,  documentari di pregio. Molti di questi contenuti gratuiti per gli utenti che pagano il canone “Amazon Prime”. Questa ricchezza di contenuti risulta del tutto assente nel nostro mercato. Anche a pagamento. La “pochezza” di contenuti multimediali su Amazon.it è tale da non giustificare (nel nostro mercato) minimamente l’acquisto di questi tablet. Da aziende come Google (e la questione Nexus 4 brucia ancora) ed Amazon è lecito pretendere (date le loro dimensioni globali) più coraggio e volontà nel trattare in modo coerente gli utenti delle varie aree geografiche.

Questi i 4 punti della mia “letterina” ad Amazon per il prossimo Natale. Jeff Bezos, Accetto risposte (anche in privato).