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Google Music scan & match propone le versioni censurate dei brani

Nicola Ligas

Vi abbiamo già illustrato il servizio scan & match di Google Music in passato; sostanzialmente si tratta di un servizio che il Google Music Manager effetta in automatico quando carichiamo dei brani da PC sulla nostra libreria online: se le canzoni inviate vengono correttamente riconosciute dal server, Google Music preleva il medesimo brano direttamente dal proprio catalogo, permettendoci così di risparmiare tempo e banda in upload. Ci sono però delle controindicazioni nell’utilizzo di questo sistema.

Anzitutto la qualità del brano non sarà necessariamente la stessa di quello presente sul nostro hard disk: Google Music utilizza infatti solo MP3 e non è detto che il bitrate coincida con quello della canzone originale (può anche essere un bene). Secondariamente, e questa è la cosa che sta causando maggiori polemiche, se il testo del brano contiene un linguaggio esplicito, Google Music includerà automaticamente nella propria libreria la versione “censurata”.

Inutile dire che questo ha causato l’irritazione di molti utenti che, avendo regolarmente acquistato un certo brano al di fuori di Google Music, volevano caricarlo nella Cloud in modo da poterlo ascoltare ovunque, ma si sono ritrovati con una canzone che “non era la loro”, senza poter tra l’altro fare nulla per impedirlo (il servizio è automatico). A magra consolazione, aggiungiamo che con iTunes Match accade esattamente la stessa cosa, e che anche per questo non ci aspettiamo necessariamente una risposta positiva in merito da parte di Google.

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