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Negato ad Apple un ban permanente sui prodotti Samsung, ma i coreani mollano le loro cause in Europa

Nicola Ligas

Ennesimo capitolo del poema epico Apple Vs Samsung, che vede da una parte un’importante vittoria per i coreani, che al contempo lasciano però cadere tutte le pretese di ingiunzione sui modelli della mela in Europa. Ma andiamo con ordine.

Il giudice Lucy Koh, (sempre lei) ha infatti respinto una richiesta di messa al bando di diversi dispositivi Samsung, motivando la decisione col fatto che Apple non è riuscita a dimostrare che sono stati proprio i brevetti infranti dai coreani a consentire loro di erodere quote di mercato a Cupertino.

Non ci sono indicazioni che Samsung spazzerà via la base di clientela di Apple o che butterà fuori Apple dal business degli smartphone. Il presente caso riguarda le vendite perse — non la perdita dell’abilità di essere un componente vitale del mercato. Non è un caso in cui le invenzioni brevettate siano essenziali per i prodotti che li violano.

Samsung non ha però gongolato per questa vittoria, e ha invece annunciato di aver ritirato le proprie richieste di ingiunzione contro i prodotti Apple in Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Olanda:

Samsung rimane impegnata a licenziare le proprie tecnologie sulla base di termini imparziali, ragionevoli e non discriminatori, e siamo profondamente convinti che sia meglio quando le aziende competono a viso aperto nel mercato, piuttosto che nella corte. Secondo questo spirito, Samsung ha deciso di ritirare le proprie richieste di ingiunzione contro Apple sulla base dei nostri brevetti essenziali depositati nelle corti europee, nell’interesse di proteggere la libertà di scelta del consumatore.

A Natale insomma, Samsung è davvero più buona. O quantomeno finge di esserlo.

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