Larry

Larry Page sul Motorola Nexus e tanto altro, in un’intervista per Fortune

Nicola Ligas

Larry Page non sarà un personaggio costantemente sotto le luci della ribalta, ma siamo sicuri che l’intervista da lui rilasciata a Fortune attirerà la vostra attenzione, per ben più di una ragione. Il CEO di Google parla infatti del presente, passato e futuro della sua azienda, e non manca anche di citare il tanto desiderato Motorola Nexus. Abbiamo catturato la vostra attenzione? Bene, allora vediamo insieme le parti più interessanti.

La ricerca sul web sta cambiando piuttosto radicalmente, grazie a novità quali il Knowledge GraphGoogle Now, e ovviamente i dispositivi mobili in generale. Cosa pensa che la ricerca dovrebbe essere in grado di ottenere? Sono le cose che vediamo oggigiorno che ci indicano la direzione di dove saremo tra cinque, dieci anni da adesso?

[…] Il motore di ricerca perfetto dovrebbe comprendere perfettamente ciò di cui c’è bisogno. Dovrebbe comprendere profondamente tutto ciò che è al mondo, e restituirti esattamente ciò di cui hai bisogno. […] Ci siamo focalizzati intensamente sull’assicurarci di avere dati molto accurati e ben strutturati riguardo praticamente tutto. Abbiamo lavorato su Maps per sette anni ormai, e gran parte di ciò è stato per avere dati precisi su come sono le strade, su quello di cui consiste questo business, sul profilo di questo stesso edificio. Per venire incontro ai bisogni dei nostri utenti, più accurati, dettagliati e strutturati sono i dati che abbiamo, e meglio è.

Gran parte di tutto questo sta avvenendo mentre ci spostiamo da ambienti desktop al mondo mobile. C’è molta preoccupazione riguardo le prospettive della pubblicità su dispositivi mobili. Quanto pensa di monetizzare da questi nuovi servizi? 

[…] Abbiamo scommesso molto presto su Android. Pensiamo che l’esperienza mobile abbia davvero bisogno di essere ripensate, no? Avevamo ragione. È stato un gran successo. E penso che grazie a quella esperienza e alla conoscenza che abbiamo messo nello sviluppo di Android e nella nostra comprensione dell’argomento, che ora comprendiamo questo ambito molto bene. Penso che siamo nelle fasi iniziali della monetizzazione. Il fatto che un telefono abbia una posizione è molto utile per questo scopo. Vedo che un sacco delle cose che ora si possono fare su dispositivi mobili, mentre prima non si poteva, generano dipendenza. E penso che con quelle cose, faremo più soldi di quanti non ne facciamo ora. Penso che non ci sia un’azienda che sia posizionata in modo migliore in questa fase di transizione verso il mobile advertising e la monetizzazione di esso. Tutti gli ingranaggi che ci servono per farlo procedere sono la loro posto.

Per lungo tempo, Google è stato organizzato sul modello 70-20-10, col 70% degli sforzi destinati a ricerca e pubblicità, 20 alle app, e 10 a progetti completamente nuovi. Questa regola vale ancora? 

Sì. Ci pensiamo ancora. Penso che siamo ad un punto unico nella storia di Google, dove abbiamo alcune cose che sono nella fascia del 20 sulla strada per il 70. Dove metterei Android? Probabilmente nel 70 in termini di impatto — la monetizzazione è in una fase iniziale.

Ci sono molti grandi prodotti a marchio Motorola, ma nessuno di essi ha il vostro marchio Nexus. Sarete partner di Motorola per realizzare questo tipo di dispositivi? Come deciderete quando lavorare con loro? E a dispetto di tutte le vostre rassicurazioni agli altri partner di Android che sarete neutrali, non daranno di matto quando costruirete un Motorola Nexus?

Prima di tutto, non credo sarebbe stato proprio possibile per noi rilasciare un Nexus Motorola. Voglio dire, non siamo proprietari della compagnia da abbastanza tempo.

Come deciderete quando realizzare un Motorola Nexus, e cosa direte a Samsung ed LG? 

Penso che sia una domanda molto complessa. Magari parlerò in senso un po’ più generico. Il modo corretto di interpretarla è come possiamo far sì che gli utenti abbiano prodotti formidabili nel modo più produttivo, di qualità, e per più persone possibile. È questo il nostro modello di business, ed è questo che facciamo con Android. Una parte del perché abbiamo realizzato dispositivi Nexus in passato è che volevamo costruire dispositivi in grado di mostrare cosa è possibile fare con Android, dare un modo agli sviluppatori di ottenere rapidamente le nuove build, fare un sacco di cose importanti. Il modo preciso in cui lo facciamo, quali dispositivi, quando, e come rilasciamo il software per essi, sono tutti aspetti che mutano. Ogni giorno pensiamo a come aiutare nella giusta maniera i nostri partner, come produrre dispositivi incredibili e innovativi, e come diffonderli, e a come portare innovazione all’ecosistema e nelle mani delle persone, e ovviamente a come accontentare i nostri partner. Penso che abbiamo fatto un buon lavoro finora.

L’intervista prosegue ancora, con domande su Apple, il rapporto con Steve Jobs e “l’odio” per Android, sulle quali Page glissa alquanto. Vi invitiamo, se siete curiosi, a leggere la versione integrale su Fortune.

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