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Snapseed arriva su Android (assieme alle comunità di Google+)

Nicola Ligas -

Questa volta Google non si è fatto attendere a lungo, e dopo aver acquisito Nik Software lo scorso settembre, ha oggi rilasciato Snapseed sul Play Store, e aggiornato la versione per iOS, divenuta ora gratuita (contro i 4,99$ precedenti).

Se il nome Snapseed non vi dice nulla, sappiate che si tratta di un photo editor particolarmente facile da usare, tanto da meritarsi il titolo di “app dell’anno 2011” su iOS. Non confondiamolo troppo con Instagram però: non si tratta di un app punta-e-clicca, le personalizzazioni presenti sono maggiori e non comprendono solo semplici filtri, ma anche regolazioni più fini, dalla saturazione, alla luminosità; non saremo insomma “dentro e fuori Snapseed in 5 secondi”.

L’aspetto più importante dell’app (almeno per Google) è però l’integrazione con Google+: le immagini possono essere pubblicate direttamente con un pulsante apposito sul social network di casa, sfruttando una UI tra l’altro identica a quella di Google+. Le immagini potranno comunque essere salvate sulla galleria senza per forza caricarle online (a meno che non abbiate attivato il caricamento istantaneo). Non è infatti un caso che proprio oggi l’azienda abbia aperto al pubblico le comunità su Google+, ovvero gruppi di persone o pagine, che variano dalla fotografia all’astronomia, allo scopo di rendere il social network sempre più un punto di riferimento per approfondire i propri interessi e socializzare, per l’appunto, con persone che li condividano.

Google ne approfitta tra l’altro per snocciolare i numeri del suo social network: oltre 500 milioni di upgrade in totale, 235 milioni attivi attraverso i servizi Google (+1 in Google Play, hang out in Gmail, connessi con gli amici tramite le ricerche, ecc.), e 135 milioni sono attivi nello stream.

L’app è piuttosto corposa, pesa ben 23,84 MB e alla sua apertura vi accoglierà con un’interfaccia che vede i numerosi filtri e opzioni di modifica posizionati nella parte inferiore che è scorrevole, mentre la barra superiore serve a salvare e/o condividere le immagini tramite Google+ (si aprirà in sovraimpressione l’interfaccia dell’app stessa). Il primo difetto che ci viene in mente è che la barra inferiore torna sempre all’inizio dopo aver cliccato su una delle sue opzioni: è quindi un po’ fastidioso utilizzare quello posizionate all’estrema destra perché ogni volta dovremo nuovamente scorrerle tutte. Abbiamo iniziato con quella che può sembrare una piccola pignoleria, perché per il resto l’app è davvero ben fatta. L’idea di base è che scorrendo il dito in alto o in basso vengono selezionate le varie funzioni disponibili, mentre scorrendolo a destra e sinistra se ne regola l’intensità.  Possiamo ad esempio scegliere tra luminosità, contrasto e grana in uno dei filtri, andando su e giù per lo schermo con il dito, mentre muovendolo orizzontalmente aumenteremo o diminuiremo l’opzione selezionata. Questo stesso paradigma si applica un po’ ovunque, salvo funzioni particolari, ma in ogni caso, nella parte in alto a sinistra, è sempre presente un “?” che ci spiegherà, in italiano, come utilizzare ogni caratteristica del programma.

Snapseed non è insomma così immediato come Instagram, anche se volendo potrebbe esserlo, se ci limitassimo ad usare tutte le impostazioni predefinite. D’altro canto le opzioni a disposizione sono davvero numerose e le regolazioni molto fini e soprattutto semplici da applicare. Il risultato poi ci ha particolarmente convinti, anche più della recente (e comunque valida) Pixlr Express, tanto per fare un esempio, che usa un’impostazione simile, con le opzioni nella barra inferiore, ma dal punto di vista grafico, del layout e della semplicità, è decisamente diversi passi indietro.

Provate Snapseed, perché siamo sicuri che difficilmente rimarrete delusi.

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