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Android sfida iOS: confronto tra popolari app per le due piattaforme

Nicola Ligas

È ormai un ritornello un po’ stantio il fatto che le applicazioni per iOS siano sempre perfettamente ottimizzate e rifinite, mentre di quelle per Android non si possa dire altrettanto: abbiamo quindi selezionato 12 delle più popolari app presenti su entrambe le piattaforme e le abbiamo messe fianco a fianco, per vedere le reali differenze grafiche e funzionali. È ovvio che questo non esaurisca certo il confronto tra due sistemi che vantano store con centinaia di migliaia di applicazioni: si tratta solo una assaggio di come, nel quotidiano, Android e iOS differiscano (o meno) l’uno dall’altro.

Prima di partire con il confronto, alcuni chiarimenti tecnici: gli screenshot sono stati realizzati con un iPhone 4S (risoluzione 640 x 960) con iOS 6.1, e con un Galaxy S II (risoluzione 480 x 800) con Android 4.1.2 “Samsung” e carattere Helvetica S. Nelle varie gallerie delle singole app troverete prima le immagini di Android e poi quelle di iOS. L’articolo è stato scritto a quattro mani da Francesco Fumelli e Nicola Ligas.

Any.DO

A parte una leggera differenza sul peso e il corpo dei caratteri, quest’app è più a suo agio su Android. La mancanza del widget su iOS (che la rende fondamentale) certo pesa parecchio e la concorrenza dell’app nativa “Promemoria”, ben fatta e con i trigger sulla location, ci mette del suo. Le differenze, soprattutto graficamente, non sono evidenti, ma l’ago della bilancia pende a favore di Android. Su iOS Any.DO manifesta una sorta di effetto pesce fuor d’acqua.

Facebook

Difficile non parlare male dell’app di Facebook su Android. Esiste una parola perfetta per definirla, e non essendo certi della sua migliore traduzione, useremo il termine inglese_informatichese: “sluggish”. Prestazioni a parte –  venendo all’interfaccia – la versione iOS usa caratteri più leggibili, spaziature migliori, menu, sfumature e sfondi delle icone più accurati. Si vede dalle piccole cose. Ma si vede. E questo senza scomodare la lentezza e “legnosità” (altro tecnicismo) dell’applicazione per Android. Zuckerberg ci aveva promesso un’app nativa lo scorso settembre e sembrava che già il mese dopo fosse prossima alla realizzazione, ma poi non ne abbiamo saputo più niente, e fino ad allora questa non può nemmeno essere considerata una sifda.

Flipboard

In questo caso ci troviamo di fronte a un’app sostanzialmente identica sulle due piattaforme. Le uniche differenze (come spesso accade, del resto) sono ristrette alla sfera del “tipografica” dei caratteri, delle spaziature, o dell’interlinea. A mio avviso questa categoria di elementi di interfaccia è comunque meglio risolta su iOS (nd Francesco), mentre a mio avviso si nota a malapena la differenza (nd Nicola). Comunque sia siamo in questo caso veramente su una discussione assai più filosofica che pratica.

Giallo Zafferano

Altra app dove le differenze sono solo tipografiche. Si veda comunque come – anche solo questo aspetto – abbia influenza sul look ‘n’ feel. La differenza della piattaforma è evidente nella ricetta dei bomboloni: il lettering è più equilibrato e leggibile su iOS. Si noti anche come la versione Android gestisca in modo diverso l’allineamento dei testi che sono “sfrangiati” a destra in modo molto meno elegante e leggibile. Ovvio, queste sono considerazioni che chi non ha un backgroud grafico-editoriale neppure comprenderà/noterà, ma non è detto che l’occhio non se ne accorga comunque. C’è da tenere in considerazione anche un’altra cosa però: mentre su iOS c’è uniformità, su Android modelli diversi potrebbero esibire un “lettering” diverso; lo stesso Galaxy S II cambia sensibilmente a seconda del font che scegliamo (per questo abbiamo specificato di aver usato Helvetica S), sebbene interlinea, spaziatura e layout tendano a rimanere omogenei. Quindi, nuovamente, si tratta di considerazioni soggettive o per “addetti ai lavori”.

Gmail

Anche in questo caso ci sono piccole differenze tipografiche, e alcune, inspiegabilmente e ironicamente, pesano a favore di iOS. Si veda ad esempio l’utilizzo del grassetto per i nomi dei mittenti, come sia più accentuato e leggibile su iOS; idem dicasi per la schermata di composizione di un nuovo messaggio, dove questa impressione è ulteriormente accentuata. Inspiegabile inoltre l’assenza su Android della comoda funzionalità che permette di creare degli schizzi direttamente dentro l’app, utile per schemi e diagrammi, o per faccine fatte a mano! Dalla sua Gmail su Android, dalla versione 4.2 in particolare, ha portato nuove e utili opzioni, come l’eliminazione/archiviazione dei messaggi tramite swipe, o l’auto-resize (con annesso pinch-to zoom) dei messaggi, il che la rende funzionalmente superiore.

Google+

Si tratta di una App che è molto diversa tra le due piattaforme, anche se di fondo equivalente. Quella iOS segue una linea guida che tende più al “cool”, esaltando le foto, grazie anche allo sfondo scuro. Quella Android è invece più funzionale e tende a mantenere la leggibilità del contenuto e non solo della grafica. La cosa (curiosa) da notare è che la versione iPad di G+ è uguale a quella per Android. Lascia quindi un pochino stupiti la diversità esclusiva su piattaforma iPhone.

IMDb

In IMDb, ancor più che nei casi precedenti, ci si accorge di come le funzioni a disposizione dei due sistemi siano sostanzialmente le stesse, e come al contempo le vere differenze siano dovute alla tipologia, varietà, spaziatura e metrica dei caratteri. Anche una semplice cornice (su iOS) laddove non c’è (su Android) rende la pagina diversa. E non capiamo nemmeno perché, ad esempio, su alcuni dispositivi Android ci sia una freccia che rimanda alla trama, posta direttamente sotto il titolo, mentre in altri sia assente (risoluzione? font e layout?).

Instagram

Instagram è identica sulle due piattaforme. Le minimali differenze in pulsanti, caratteri ed elementi tipici del set visivo dell’interfaccia, ci sono, ma in questo caso sono ancora più impercettibili, perché si tratta di un’app che ha le immagini al suo centro e non il testo. Con buona pace degli utenti iOS che hanno perso una popolare “esclusiva”.

Pinterest

Fondamentalmente equilibrata, poche le differenze e di dettaglio, se tralasciamo un layout a volte differente, che però non altera le funzionalità su nessuno dei due sistemi. Sfondi, angolini smussati, spaziature, pulsanti,varietà di grassetti e normali negli stili dei caratteri: sono le poche differenze tra le due piattaforme.

Shazam

App che avrebbe potuto essere identica, è che invece appare più “rifinita” su iOS. Sono soprattutto gli sfondi, le icone e gli elementi dell’interfaccia in genere a far pesare l’ago della bilancia verso la piattaforma Apple, soprattutto perché l’app Android ha ancora un look vecchio stile. Non che l’estetica sia la sua dote principale, comunque, né il motivo per cui la utilizzerete, o meno.

Skype

Si confronti la schermata “contatti”: è evidente come la lista sia più leggibile e funzionale su iOS; come in genere tutte le varie schermate di Skype. E in questo caso le differenze grafiche incidono anche sull’usabilità dell’app, che risulta più semplice e immediata su iOS. Niente di sconvolgente, è pur sempre Skype, ma più “user-friendly”.

Whatsapp

In questo caso le differenze estetiche vanno a discapito di iOS, dove, a parte la schermata contatti, Whatsapp segue direttive un po’ diverse dallo standard della piattaforma e di conseguenza non appare perfettamente integrata nel sistema. Vale quasi il discorso inverso di Skype.

Conclusioni.

Francesco: Le differenze ci sono, non sono fondamentali, ma non possono essere ignorate. Quello che porta le App iOS ad avere un “look&feel” superiore (anche se non tutte e non di tanto) è fondamentalmente dovuto alle guidelines di sviluppo e alle direttive che spingono i developer a perseguire maggiormente uno standard condiviso. Questo si evidenza in specifico nei piccoli elementi di interfaccia, come bottoni e menu, e negli attributi tipografici dove permane – a mio avviso – una evidente differenza. Del resto Apple ha inventato il desktop publishing nei primi anni 80 e – anche nel mondo desktop – a livello tipografico mantiene ancora un know-how decisamente professionale.

Nicola: Android in questo paga lo scotto della sua eterogeneità (che poi è anche la sua forza). La stessa app, su due droidi diversi, presenta delle differenze, a volte minime e altre (anche inspiegabilmente) più marcate, tanto che sarei stato tentato di pubblicare lo stesso screenshot due volte, prendendolo da due smartphone diversi. Ma abbiamo proprio appena visto come da un punto di vista funzionale non ci siano abissi tra le due piattaforme e ciò che fa l’app da una parte, fa il suo equivalente dall’altra. Ecco quindi che se “la battaglia” si combatte su stili, lettering e layout, è difficile che Android possa prevalere del tutto finché sarà così frammentario, e capiamo bene l’importanza ed i richiami (mai abbastanza!) all’utilizzo di un tema comune (Holo).

In generale comunque, quando un’app è bipartisan, è difficile che faccia male il suo lavoro da una parte, e bene dall’altra: in un modo o nell’altro saranno tutti accontentati, ma è importante riconoscere anche i meriti dell’avversario, se si vuole migliorare. Chi non lo fa può semplicemente avere gusti diversi. Oppure essere come la proverbiale volpe con l’uva.

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