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Google ha cambiato la licenza dell’SDK per combattere la “frammentazione di Android”

Nicola Ligas

Google ha recentemente modificato la licenza dell’SDK di Android, in una delle cui clausole si può leggere una frase un po’ controversa, che però non riguarda la frammentazione del robottino nel senso con cui comunemente la intendiamo:

You agree that you will not take any actions that may cause or result in the fragmentation of Android, including but not limited to distributing, participating in the creation of, or promoting in any way a software development kit derived from the SDK.

Ricordiamoci anzitutto che Google si sta rivolgendo agli sviluppatori che intendano utilizzare l’SDK, e non all’utente comune, e non dimentichiamoci nemmeno della vicenda di Acer e Alibaba di qualche mese fa. Per farla breve: Alibaba è una compagnia telefonica cinese, per conto della quale è stato sviluppato l’OS Aliyun, ovvero un derivato di Android che però si spacciava per fork di Linux (proprio questa cosa ha irritato Andy Rubin e Co), sul cui store sembravano circolare anche app pirata . La chiave del concetto di frammentazione cui Google probabilmente si riferisce nella nuova licenza dell’SDK, sta infatti probabilmente tutta qui: nel voler evitare il ripetersi di simili vicende. Vuoi sviluppare un sistema che “sembra” Android, ma non lo è al 100%? (come Aliyun) Benissimo, puoi farlo, ma poi non userai l’SDK di Android per scrivere app per quel sistema.

Ecco la frammentazione cui allude Google, un concetto ancora più profondo delle varie versioni dell’OS originale e dei mancati aggiornamenti, perché qui ci riferiamo anche ai fork non del tutto compatibili. In quest’ottica Amazon può ad esempio dormire sonni tranquilli, perché per quanto la versione di Android presente sui suoi Kindle Fire sia pesantemente modificata, questa è pienamente compatibile con le app Android e anzi, è proprio su questo che il colosso librario fa leva: se qualcuno sviluppasse dunque applicazioni per i modelli Amazon, queste sarebbero disponibili anche per dispositivi Android compatibili, non andando quindi ad intaccare l’ecosistema del robottino.

O almeno è in quest’ottica che leggiamo la nuova licenza dell’SDK: semplicemente come un modo di Google per rivalersi in futuro su chiunque intraprenda strade non compatibili con la sua piattaforma, cercando per di più di sfruttarne i mezzi. Non sarà questa la frammentazione che vorremmo abbattuta, ma il suo diffondersi sarebbe comunque un aspetto nocivo per l’OS.

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