Asus Padfone 2

Asus Padfone 2: la nostra anteprima (con video)

Nicola Ligas

Abbiamo già visto in mattinata quali saranno prezzi e disponibilità delle varie versioni di Padfone 2, ma adesso è il momento di conoscere meglio la proposta di Asus per unire il mondo smartphone a quello tablet, per capire anche se e quanto il costo sia commisurato alle specifiche.

Iniziamo quindi da un’analisi tecnica dettagliata dello smartphone:

  • Display: 4,7”, risoluzione 720 x 1280, densità 312 ppi, Super IPS+ (550 nit al massimo), Corning Fit Glass resistente ai graffi e rivestimento anti impronte
  • CPU: Qualcomm Snapdragon S4 APQ8064 quad-core Cortex A15 a 1,5 GHz con GPU Adreno 320
  • RAM: 2 GB LPDDR2
  • Storage: 16/32/64 GB (per il mercato italiano sono stati ufficializzati al momento solo i modelli da 32 e 64 GB)
  • Fotocamera posteriore: 13 megapixel BSI, f/2.4
  • Fotocamera anteriore: 1,2 megapixel
  • Rete mobile: HSPA+ (21 o 42 Mbps in download, 5,76 Mbps in upload), LTE (100 Mbps in download, 50Mbps in upload)
  • Connessioni: Wi-Fi n, Wi-Fi Direct, Bluetooth 4.0, NFC, micro SIM, 13 pin dock connector (supporta microUSB 2.0 ed MHL), GPS (con GLONASS)
  • Batteria: 2.140 mAh
  • Dimensioni: 137,9 x 69 x 9 mm
  • Peso: 135 g
  • OS: Android 4.0.4 Ice Cream Sandwich (aggiornato nel corso del mese di novembre a Jelly Bean)

E vediamo brevemente anche le specifiche essenziali del tablet:

  • Display: 10,1”, risoluzione 1280 x 800, densità 149 ppi, Super IPS (non “plus”), Corning Fit Glass resistente ai graffi e rivestimento anti impronte
  • Fotocamera frontale: 1 megapixel
  • Connettività: 13 pin dock connector (supporta microUSB 2.0 host)
  • Batteria: 5.000 mAh

Ciò conclude la mera analisi tecnica, ma non è solo su questi aspetti che ha fatto leva la presentazione del CEO di Asus Jerry Chen, forse non il più carismatico degli oratori, ma senz’altro molto puntuale nell’illustrare ogni aspetto del Padfone 2.

Il lavoro fatto a livello di design è infatti notevole, sia sullo smartphone che sulla Padfone Statione, anche se è indubbiamente il primo quello sul quale si sono concentrati la maggior parte degli sforzi: nel display realizzato con la tecnologia IGZO di Sharp, nei cerchi concentrici di cui è circondata la parte posteriore (ispirati allo Zen!), nel peso complessivo contenuto in 649 g con una distribuzione molto più bilanciata del primo modello, nel sistema di aggancio al contempo veloce e sicuro (c’è una piccola ma sonora vibrazione all’aggancio del Padfone nella station, ma il telefono non si sgancia nemmeno ribaltando il tablet e scuotendolo, anche se non vi sconsigliamo di provarci troppo energicamente a casa). Confermiamo l’incredibile luminosità offerta dalla tecnologia IPS+ dello smartphone (buona, ma meno “impressionante” sul tablet, non previsto della tecnologia IPS).

Un particolare accento è stato messo sull’istantanea (o quasi) transizione che avviene una volta inserito lo smartphone nel tablet e sull’alto livello di autonomia garantito da questa soluzione: Asus parla di 16 ore in conversazione sotto rete 3G, 13 ore di browsing, 9 di video e ben 2 settimane di standby, e tutto questo considerando solo il telefono. Unendo quest’ultimo alla Padfone station si triplicano praticamente i valori: 48 ore di chiamate in 3G, 39 di browsing, 27 di video e 6 settimane di standby. Ovviamente sono tutti valori che non possiamo confermare (né smentire), ma che rendono l’idea degli alti obiettivi che Asus si è imposta.

Anche la fotocamera da 13 megapixel si merita un paio di considerazioni in più: registra video in full HD ma è utilizzandola a “solo” 720p dove realmente la concorrenza esce sconfitta, con ben 60 frame al secondo. Inoltre è in grado di catturare fino a 100 foto consecutive in modalità burst a 6 frame al secondo. (tanto per paragone: HTC One X arriva a 99 foto a 3,3 fps e video a 720p a 30 fps; Samsung Galaxy S III arriva a 28 foto a 5 fps e video a 720p a 30 fps.)

Piccolo accenno anche per il comparto audio, dotato di un wizard per impostare l’equalizzazione ideale a secondo del tipo di utilizzo (musica, film, gaming, ecc.) e la collaudata tecnologia SonicMaster di Asus.

Infine veniamo al lato software: Android 4.0.4 Ice Cream Sandwich dà bella mostra di sé, ma Asus ha già promesso l’upgrade a Jelly Bean nel mese di novembre, non appena sarà pronto (e vista la buona fama in materia dell’azienda taiwanese non abbiamo ragione di dubitare di questa tempistica). La personalizzazione di Asus non è tanto sull’interfaccia, affine alla stock, ma sulle applicazioni: SuperNote ad esempio è stata migliorata ed ha un riconoscimento dell’input praticamente in tempo reale, inoltre è stata introdotta una feature per la traduzione istantanea, che possiamo richiamare in qualsiasi situazione (email, pagine web, messaggi) grazie ad una barra a scomparsa posizionabile praticamente ovunque, e caricare le nostre foto nella nuvola sarà questione di un attimo con 50 GB di spazio su Asus Cloud.

Impossibile poi non considerare la presenza del chip NFC e della connettività LTE fino a 100Mbps. Benché la concorrenza sia sicuramente alle porte, ad oggi Padfone 2 è l’unico smartphone Android annunciato per il mercato italiano dotato della connettività di quarta generazione. L’unica vera mancanza è lo slot di espansione di memoria, ma è importante considerare i tagli di memoria (il più piccolo annunciato per il mercato italiano è di 32 GB) e i 50 GB di spazio cloud offerti da ASUS.

Android è aggiornato alla versione 4.0.4 di Ice Cream Sandwich ma riceverà l’aggiornamento a Jelly Bean entro il mese di novembre (ovvero lo stesso del lancio). Tutte le informazioni sul prezzo e la disponibilità in Italia nell’articolo relativo.

Se questo è insomma il secondo smartphone Android di Asus, non possiamo non constare una cura veramente fuori dal comune, anche (e soprattutto) in confronto con produttori più navigati. Giudicatelo anche voi, dopo aver visto la nostra video anteprima. La nostra prima impressione è stata più che ottima, almeno sul comparto hardware (sulla carta) e sulle prime sensazioni provando il Padfone 2 per il tempo che ci è stato possibile (più di quello mostrato in video, per fortuna). I giudizi definitivi arriveranno però, ovviamente, solo con la recensione completa.

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