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Matias Duarte a proposito della UI di Android

Nicola Ligas

Prima di passare all’oggetto specifico di questo articolo sono necessarie un paio di premesse: anzitutto, per chi non lo sapesse, Matias Duarte è il responsabile del ramo user experience di Android e a quanto pare il suo talento è così riconosciuto che Fast Company l’ha recentemente annoverato tra i “50 designer che modellano il futuro“; inoltre vogliamo portare alla vostra attenzione un articolo di Android Police, simile ad un nostro editoriale di qualche mese fa, incentrato sui difetti di Jelly Bean. Vediamo dunque che relazione c’è tra il buon Matias e le lamentele dei nostri colleghi.

Non entreremo nel merito delle critiche mosse da Android Police perché richiederebbero un esame troppo lungo, diciamo solo che condividiamo alcune obiezioni (inconsistenza del pulsante “indietro”, icone irregolari, il Play Store che ogni volta che installi un’app torna all’inizio dell’elenco e non mostra più le app acquistate) ma riteniamo altre abbastanza pretestuose (le troppe app di messaggistica, le foto dei contatti, la schermata di disinstallazione, le lamentele su GTalk, ecc.).

Il punto è che nel post su Google+ che commemorava il riconoscimento dato a Duarte, un utente ha pensato bene di tirare in ballo l’articolo di Android Police, dichiarandosi tendenzialmente d’accordo con esso, al che Matias ha prontamente risposto:

È vero, abbiamo ancora un sacco di lavoro da fare. Personalmente sento di aver percorso solo un terzo del cammino che voglio raggiungere in quanto a consistenza, reattività e pulizia.

Meglio tornare al lavoro!

Senza quindi scendere nel dettaglio, il capo-designer di Android afferma che c’è tanto lavoro da fare, e sebbene siamo ovviamente grati dei passi da gigante fatti finora non ce la sentiamo di dargli torto. Voi cosa ne pensate? Cosa ancora non vi va giù nella UI di Android?

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