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Se Project Glass non vi basta, arrivano anche i Google Glove

Nicola Ligas -

Chiunque abbia visto Minority Report avrà senz’altro voluto vestire i panni di Tom Cruise in almeno una scena: quella in cui cerca di ricostruire il luogo del delitto manipolando le immagini dei precog con l’uso di avveniristici smart glove. Saranno saranno davvero così tanto fantascientifici?

Secondo un recente brevetto di Google e chiamato (non senza un pizzico di autocompiacimento) “Seeing with your hand”, la risposta è no.

I “Google Glove” sembrano essere un vero concentrato di elettronica, con fotocamere in punta di dito, accelerometro, bussola, giroscopio e altri sensori di movimento, collegati al mondo via Wi-Fi e gestiti da una sconosciuta CPU con un altrettanto sconosciuto ammontare di RAM e di ROM, tutti nel palmo delle nostre mani, letteralmente.

Cosa è possibile farci? Osservando bene l’immagine a fine articolo praticamente di tutto. È possibile ad esempio infilare la mano all’interno del case del nostro PC e ottenere uno zoom sulle componenti interne, sovrapponendo anche le immagini di più dita e permettendoci di vedere realmente con le nostre mani, oppure possono essere usati per inserire testo su un dispositivo o controllarlo tramite gesture e pinch-to-zoom (eseguiti letteralmente in aria). Ma ovviamente non mancheranno interazioni ancor più futuristiche: sapendo in che direzione e con che velocità si muovono le nostre mani, Google Glove può interpretare le loro gesture e inviarle a Google Glass o ad altri dispositivi compatibili, che potranno reagire di conseguenza mostrandoci immagini in accordo con i nostri movimenti, o in altre parole: Minority Report.

Siamo saltati troppo in là nel futuro o è lui che si sta avvicinando a gran passi? Lo sapremo se e quando il brevetto si trasformerà in qualcosa di concreto, ma sarebbe fin troppo retorico chiedervi se vi piacerebbe.

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brevettiFotografiaGoogle Glass