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Motorola: meno smartphone (e meno personale)

Nicola Ligas

Il futuro di Motorola dopo l’acquisizione di Google è sempre stato materia di dibattito, soprattutto perché non si hanno indicazioni chiare ed incontrovertibili di quale esso sarà: le ipotesi sono spaziate dalla parziale vendita alla grande sinergia con Android, ma per arrivarci l’azienda necessita di essere rimessa un po’ in sesto.

Motorola ha appena annunciato che chiuderà un terzo dei suoi 94 uffici e licenzierà il 20% della sua forza lavoro, inclusi il 40% dei vice presidenti nei vari settori. Ciò ridurrà sensibile la sua presenza in Asia e India, accentrando il proprio operato in Chicago, Sunnyvale e Pechino.

Inutile dire che meno personale significherà anche un minor numero di nuovi modelli, focalizzandosi quindi su pochi dispositivi di fascia alta all’anno (non che ultimamente Motorola fosse particolarmente prolifica). Parallelamente anche quelli che sono stati finora i fornitori di Motorola subiranno il peso di questo riassestamento, che di certo produrrà una drastica riduzione degli ordini.

Di certo non si tratta di una buona notizia per tutti gli impiegati che perderanno il posto e forse questo più di tanto altro ci dà un’idea di come Motorola non versasse in buone acque. Speriamo solo che lo stringere la cinghia adesso le dia nuove forze per un futuro in cui magari avrà nuovamente bisogno di maggiore forza lavoro.

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