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Editoriale: PDK e vari Nexus basteranno a ricomporre il puzzle della frammentazione?

Roberto Orgiu

Il titolo è molto probabilmente emblematico di cosa ci siamo chiesti durante la presentazione della nuova Major Release di Google ed è ancor più verosimilmente una domanda a cui non possiamo ancora rispondere. E sembra che neanche i produttori siano poi così ansiosi di illuminarci.

I nostri colleghi di The Verge sono infatti riusciti a domandare a diverse aziende alcune informazioni circa gli eventuali aggiornamenti ma le risposte sono state quanto mai incerte: Acer, ASUS e HTC hanno replicato con un grigio “no comment”, LG ha invece rivelato che nei propri uffici si sta valutando l’opzione aggiornamento sui terminali in commercio (sperando di non incappare in problemi e ritardi alla Gingerbread e Ice Cream Sandwich), mentre Motorola è formalmente assente (Google aveva detto che non sarebbe stata favorita, in fin dei conti). L’unica casa a sbottonarsi un po’ è stata (com’era prevedibile) Samsung: l’azienda coreana aggiornerà alcuni dispositivi a Jelly Bean, ricordando che è stata proprio lei a produrre il Nexus S e il Galaxy Nexus, omettendo però quali saranno i criteri della scelta (non ci resta che augurarci che non siano come quelli utilizzati per l’aggiornamento ad Ice Cream Sandwich, sarebbe oltremodo grottesco vedere Android 4.1 funzionare fluidamente su un single core e non averlo su un Galaxy S II).

Pensandoci bene, una delle sorprese è senza dubbio il silenzio di ASUS: il Nexus 7 è opera proprio di quest’ultima e la maggioranza dei suoi prodotti di quest’anno vengono venduti con un hardware molto simile, ma staremo a vedere.

Sul fronte CyanogenMod, tutto continua a tacere: dalla pagina di Google+ veniamo a sapere che il team attende i sorgenti (hanno ripetuto un concetto già trattato in passato), senza specificare se la nuova versione sarà contraddistinta da un 9.1 oppure da un 10 tondo.

Le premesse sono quanto mai incerte e pare che nessuno abbia voglia di sbilanciarsi: senza ombra di dubbio, Google ce la sta mettendo tutta per sveltire le procedure di porting di Android per i vari dispositivi, basti pensare al PDK o ai vari Nexus di cui si vocifera, ma saranno sufficienti un paio di mesi ai produttori per andare a mettere mano nei più reconditi recessi di Android (e del suo kernel) e integrare così le proprie interfacce?  (Ditelo a Samsung.) Oppure, come il diavoletto sulla spalla suggerisce, quella di Mountain View è una mossa per togliersi d’impiccio in caso di ritardo degli aggiornamenti?

Queste ultime domande ci portano a considerare un aspetto non proprio roseo della faccenda: se Google è in grado di ricompilare il proprio sistema operativo per Nexus S (perché di questo si tratta, compilare con driver diversi), in tempi molto brevi e senza andare a toccare l’interfaccia, non starà proprio lì il problema? Non mettiamo in dubbio che a Mountain View possano aver lavorato in contemporanea su più terminali, ma viene difficile pensare che il porting non sia iniziato con un prodotto già praticamente completo (e il PDK dato alle aziende va comunque testato,  quale migliore occasione?), se non altro per l’utilizzo delle risorse (nemmeno Google le ha infinite), quindi il dito va a puntare sempre ed inesorabilmente verso quelle pesanti modifiche che i produttori amano apportare al nostro robottino verde.

Aggiungiamo quindi alle domande che abbiamo già lasciato in sospeso una questione che abbiamo già trattato ma che, purtroppo, non è ancora passata di moda: servono davvero queste personalizzazioni? O forse Google dovrebbe mettere un puntino sulle i e decidere che Android deve essere Android e non xyzUI?

Android 4.1 Jelly Bean