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Jelly Bean promette che una futura versione di Android “proteggerà” la memoria esterna

Nicola Ligas

Con Ice Cream Sandwich è stata introdotta la sezione “Opzioni sviluppatore” tra le impostazioni di sistema, all’interno della quale il neonato Jelly Bean ha inserito una nuova voce “Protect USB storage“, che in pratica stabilisce che le app devono richiedere un permesso specifico per accedere alla memoria esterna.

Fino ad ora le app potevano leggere il contenuto della scheda SD senza particolari impedimenti (il che aveva portato anche a facili allarmismi in alcuni casi) e il fatto che Google abbia eliminato la memoria esterna dalla serie Nexus (smartphone o tablet che sia) sembrerebbe quasi indicare che la soluzione radicale di eliminare il problema alla radice sia l’unica praticabile.

In realtà sono ben pochi i produttori ad aver seguito le orme di BigG ed è forse pensando a tutti loro che è stata introdotta questa nuova clausola, che sostanzialmente promette di equiparare memoria esterna ed interna in quanto a permessi richiesti in una futura versione di Android.

READ_EXTERNAL_STORAGE
Fornisce accesso in lettura protetto alla memoria esterna. In Android 4.1 di default tutte le applicazioni hanno l’accesso in lettura. Ciò verrà cambiato in una futura release per far si che le app richiedano espressamente l’accesso in lettura usando questo permesso. Se la vostra applicazione richiede già il permesso di scrittura, riceverà automaticamente anche quello in lettura. C’è una nuova opzione per attivare la restrizione dell’accesso inlettura, per far si che gli sviluppatori possano testare le loro applicazioni in vista di come Android si comporterà in futuro.

Non attivate quindi l’opzione per sviluppatori ora come ora (o meglio, quando riceverete Jelly Bean), perché è intesa solo a scopo di testing e rischiereste di non far funzionare correttamente le app attuali.

Non possiamo quindi che rallegrarci di come Google stia gestendo il problema in prospettiva, mettendo tra l’altro fin da ora gli sviluppatori in grado di provare le proprie app per renderle compatibili al meglio con le future versioni di Android. Certo che parlare di Key Lime Pie (o chi per lui) all’indomani della presentazione di Jelly Bean suona un po’ strano.

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